Concerti Magazine Teatro Carlo Felice Giovedì 4 maggio 2006

4 archi dalla Spagna

In alto un ritratto dei musicisti

Magazine - Pablo Casals (1876 – 1973) è stato il più grande violoncellista del Novecento, e uno dei più straordinari artisti che la Spagna abbia dato al mondo. Alla sua lezione d’arte e di vita si rifà il , che sarà di scena per i lunedì della , al Carlo Felice, lunedì 8 maggio, alle 21. E, come Casals, questi quattro giovani musicisti, avviati da tempo a una brillante carriera, si dedicano a diffondere anche brani musicali meno noti, ma non per questo meno belli e affascinanti, e li eseguono spesso nelle loro tournèes in giro per il mondo. A Genova, nella seconda parte del concerto ci proporranno Juan Crisóstomo Arriaga: violinista e compositore, nato a Bilbao nel 1806 e morto non ancora ventenne, soprannominato il Mozart spagnolo per la grande immaginazione, la spontaneità melodica, lo stile sobrio e raffinato, Arriaga pubblicò nel 1824 i suoi tre quartetti per archi, che sono caratterizzati da una naturale freschezza mista ad accenni al folklore spagnolo.

E tanto per essere chiari e spiegarci con le note da dove proviene il soprannome di Arriaga, i Casals hanno pensato bene di mettere in programma (anche in omaggio al 250° anniversario della nascita) proprio un quartetto di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791), e precisamente quello in fa maggiore, KV 158, scritto (e si sente, si sentirà, lo sentirete) alla stessa età di Arriaga. Anche se sono passati due secoli e mezzo dalla sua nascita, Mozart è davvero un compagno, e non come evasione, ma come continua lezione ed esperienza. Una lezione che “venerava” Johannes Brahms (1833 – 1897). Al punto che quando un giorno andò a fargli visita Alexander Von Zemlinsky (1871 – 1942), compositore che lo considerava suo modello, Brahms, anziché mostrargli sue composizioni, aprì l’edizione dei quartetti di Mozart: «da allora, in fondo, si è sempre fatto così...», disse. Di Brahms, viennese d’adozione come Mozart, i Casals propongono l’ultimo dei suoi tre quartetti per archi, scritto nel 1876 e denominato proprio “quartetto viennese”, perché numerosi e palesi sono in esso i riferimenti a Mozart, appunto, ma anche ai primi quartetti beethoveniani. Certo, viennesi sono il clima e la sonorità, fresca, gioiosa, intimamente connessa con quel mondo che faceva di Vienna la capitale della musica europea. Il primo movimento si basa su tre temi dal carattere giocosamente danzante; segue un Andante in forma di Lied (canzone), che sfocia in un Allegretto non troppo caratterizzato dalla preminenza della calda cantabilità della viola; il brano si conclude con un tema popolareggiante intonato dai due violini, cui fanno seguito otto variazioni ed una estesa coda, che riconduce al tema di partenza amplificandolo festosamente.

Insomma, se non avete mai ascoltato un quartetto d’archi dal vivo, se volete vedere come, attraverso la musica di Mozart e Brahms (ma anche di Arriaga), quattro persone possano sedersi a semicerchio e cominciare a dialogare con in mano due violini, una viola e un violoncello, beh dovrebbe essere la serata buona, non lasciatela scivolare via.



Giovine Orchestra Genovese
Stagione Concertistica 2005 – 2006
Lunedì 8 maggio 2006, ore 21.00 – Teatro Carlo Felice
Cuarteto Casals
Vera Martinez Mehner, violino
Abel Thomas Realp, violino
Jonathan Brown, viola
Arnau Tomas Realp, violoncello

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Quartetto in fa maggiore KV 158
Juan Crisóstomo Arriaga (1806 – 1826)
Quartetto n. 3 in mi bemolle maggiore
Johannes Brahms (1833 – 1897)
Quartetto in si bemolle maggiore op. 67 n. 3

Biglietti da € 15 € 25, giovani € 10.

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Il conformista Di Bernardo Bertolucci Drammatico Italia, Francia, Germania Ovest, 1970 Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Moravia. Un giovane, che crede di aver compiuto un omicidio, per rientrare nella "normalità" aderisce al regime, diventandone addirittura uno fra i sicari più crudeli: durante il viaggio di... Guarda la scheda del film