Magazine Martedì 2 maggio 2006

Baci e abbracci, Claudia



Cari amici, insomma, ci siamo quasi. Domani potrete trovarlo in libreria. Il mio libro, il mio bambino. , ed. Aliberti.
Eh, lo so, mi dispiace. Ne ho già parlato tante volte che ormai ve lo avrò fatto a fette, ma insomma, mica è una roba che capita tutti i giorni. E, come potrete immaginare, sono in fibrillazione. Agitatissima. Un po’ spaventata da presentazioni e robe del genere. A parole sono una frana.

Mi intimidisco. Balbetto. Sudo. Tanto più che sabato prossimo sarò a Torino al . E per fortuna ci sarò con le mie amiche. Anzi, già che ci siamo vorrei parlarvi un pochino di queste amiche e di questa amicizia fra donne che è un vero tesoro quando c’è. Perché non so se sia così frequente. Spesso le donne trascurano le vecchie amiche per adattarsi ai nuovi amici del fidanzato o marito, diventando così le alleate delle mogli o fidanzate dei loro mariti. Questa cosa è ancora un po’ diffusa, credo, anche se molto meno di un tempo.

Mentre tra gli uomini è più facile che i vecchi amici rimangano. Però gli uomini, per vedersi, spesso hanno bisogno di un pretesto: si vedono da anni per la solita partita di pallone, per giocarla o per vederla o per attività politiche o intellettuali, per la solita partita a carte del giovedì sera, per andare a fare qualche sport o chissachealtro.

Invece le donne, quando sono un gruppo affiatato che dura attraverso gli anni e le intemperie della vita, ha una connotazione completamente diversa. Ci si vede senza un pretesto. Senza una scusa. Così, davanti a un tavolo, con una bottiglia di vino, magari per cena e si parla. Ora, non voglio offendere la Carla Lonzi. Non è che facciamo autocoscienza, per carità. Ma in qualche modo sì. Ognuna tira fuori i suoi problemi o le sue gioie. Si condividono, se ne parla, si discute di tutto. Di amore, di sesso, di storie, di cinema, di libri, di sogni. Di cose da donne. E non lo dico certo per sminuire. E noi, le mie amiche ed io, facciamo proprio così. Tutte ci vediamo e ci sentiamo spesso, ma una volta ogni quindici giorni l’appuntamento è d’obbligo. E quando c’è un’emergenza, si corre tutte. Si cena insieme, a casa di una o dell’altra.

Ci si ricarica. Gli uomini sono banditi. Non in senso assoluto, per carità. Io non vorrei vivere senza uomini e anche senza le mie amicizie maschili. Ma sono una cosa diversa. E allora ogni due settimane si sta solo tra donne. Ed è bello ritrovarsi, anche dopo tanti anni. É una consuetudine a cui non posso e non voglio mancare mai. E quando mi capita di saltare, vi assicuro, mi pesa. Sono bei momenti, a volte un po’ tristi, a volte gioiosi, a volte divertenti al punto tale da stare male dal ridere. Donne sull’orlo di una crisi di nervi? No, donne felici di esserlo. E allora tutte insieme, con la Maie, la Silvia, la Sara e la Valentina. Le solite. E poi ci sono le mie amiche, quelle che conosco da meno tempo, ma che adoro.

Tipo la Laura, la giornalista, che è sempre troppo impegnata ma a queste riunioni ci starebbe a meraviglia. E allora Laura, vieni alla prossima? È un invito corale. E poi anche altre amiche che vedo meno. La Adriana, la mia amica scienziata, la Maddi, la Marina, la Giusi e la Anto e la Stefania. E altre ancora. A tutte grazie. Alle mie amiche. Che ci sono sempre. Che sono la mia certezza. E mentre scrivo queste cose sorrido come una scema e mi commuovo un po’.
Un consiglio, donne. Tenetevele strette le vostre amicizie femminili. Curatele. Coccolatele. Aiutano a crescere. E sono bellissime.

Claudia Priano
di Daniele Miggino

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