Concerti Magazine Venerdì 28 aprile 2006

I Meganoidi scelgono il prog

In alto, i Meganoidi. In basso la copertina di "Granvanoeli"

Magazine - Tornano i , i “nemici dell’umanità”. Oggi, venerdì 28 aprile, arriva infatti nei negozi Granvanoeli, terzo disco del gruppo genovese dopo e .
Abbandonato lo ska dell’esordio, il sestetto continua imperterrito ad esplorare nuovi territori musicali. La strada è quella intrapresa con l’EP And then we met impero (2005), un rock progressivo con belle venature psichedeliche: Granvanoeli presenta dieci tracce spesse (quattro delle quali già ), con lunghe parentesi strumentali e grande spazio alle sonorità acustiche.

«Il nostro è un atteggiamento indie: facciamo quello che ci sentiamo di fare nel momento in cui lo facciamo, senza seguire le logiche di mercato», mi spiega Luca, «cambiare non ci fa paura». In futuro ci dobbiamo aspettare altre sorprese? «Non si sa mai, però credo proprio di no», risponde Davide, «questa volta sentiamo di aver raggiunto un equilibrio».
Ma alla fine, dopo tutti questi cambiamenti di stile, il vostro pubblico vi sopporta ancora… «…o ci manda a cagare?», Davide mi ruba la parola. «No, molti di quelli che ci seguivano all’inizio sono rimasti: hanno apprezzato il nostro cambiamento. Sai magari erano ragazzini mono-maniaci dello ska, noi siamo cresciuti e loro sono cresciuti con noi, scoprendo altri tipi di musica. Anzi, se proprio devo dirti, so che la maggior parte preferisce quello che facciamo adesso».

Torniamo a Granvanoeli, un nome di fantasia, scelto perché "suonava bene". Fra le sorprese, la quasi scomparsa dei fiati e una voce molto più cantata e scura. «Sì, ho suonato più la chitarra che la tromba», confessa Luca, «ma è venuto spontaneo, semplicemente mi sentivo a mio agio. Anche Jacco ha suonato più il synth che il sax».
E la voce? «Ho cercato una dimensione di maggior qualità», spiega Davide, «prima era più semplice cantare, perché era un canto meno curato, più rock. In questo album invece è una componente fondamentale. È stato piuttosto difficile, ma sono contento del risultato, anche se dovrò migliorare ancora».

Il disco è come al solito corale, «abbiamo fatto suonare molto i pezzi, intervenendo poco: sono stati i brani a suggerirci come strutturarli», dice Luca. «I testi hanno abbandonato certe affermazioni didascaliche. Non c’è politica, ma il tentativo di tradurre sensazioni ed esperienze con immagini», conclude Davide.

Si parte subito con un video (Dai pozzi), mentre il tour è già alla quarta tappa. Anche questa volta dietro la macchina da presa c’è : il 5 maggio dovrebbe cominciare la programmazione su MTV. «Io non l’ho ancora visto, ma mi dicono che sia molto bello», sorride Davide. Sarà il pubblico a decidere: «non siamo una major. Se piace passa, sennò non passa», filosofeggia Luca.

Granvanoeli è solo la prima parte di un progetto più articolato. «Avevamo molto materiale», è sempre Luca a parlare, «per ora ne abbiamo messo su disco solo una parte, con brani che suonassero omogenei. Ma ci resta ancora la seconda parte, che dovrebbe essere pronta fra dicembre 2006 e marzo 2007. Nome provvisorio Ector».
E prosegue a gonfie vele anche l’attività della , l’etichetta dei Meganoidi: «prossime uscite e Marti, il gruppo di . Al Goa Boa siamo in trattativa per avere una giornata dedicata alle nostre produzioni, e dovremmo presentare lì Granvanoeli al pubblico genovese. Vedremo, ma penso che si farà», riassume Davide.
Insomma, soddisfatti? «Cazzo, sì, fino in fondo. D’altronde ci stiamo mettendo il cuore e l’anima. La nostra vita, in poche parole».

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