Magazine Mercoledì 26 aprile 2006

Baci e abbracci, Claudia

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Mi è capitato giusto stamattina (sto parlando di lunedì 24 aprile), transitando per via Fieschi, e credo di non essere l’unica ad averlo visto. Uno scooter rosso, posteggiato di fronte alla fermata dell’autobus. Sembrava uscito da un film di Almodovar prima maniera. Appiccicati dappertutto 45 fogliettini di tutti i colori (li ho contati), o pizzini se preferite, con frasi in codice, più o meno. Poi una rosa rossa, cuori e cuoricini a non finire. Un cuore di peluche, di quelli che vendono all’Ikea. Una scritta grande grande, Billo ama Billa forever. E poi ancora: Billa ti amo, perdonami. Come si fa a trascurare una donna come te, Billa, me lo chiedo tutte le notti. Billa sei tu la mia vita, senza te non sono niente. Billa, sono uno stronzo, ma non uno stupido, perché ti amo. Billa se puoi perdonami, non lo faccio più. Billa ti amo, il tuo Billo che senza di te non vale niente. Billa mi manchi, facciamo la pace.

Dunque Billo l’ha fatta grossa, non c’è che dire. E lì, intorno alla Vespa, un gruppetto di curiosi si stava accalcando. C’era un tizio, di quelli palestrati con la faccia da duro, quelli del tipo, io ce l’ho consistente, con tanto di pitbull al guinzaglio. Guardava sconcertato, poi girava la testa verso il suo cane, scambiava una smorfia con lui e se ne andava.
C’era una vecchietta che, mai me lo sarei aspettato, tirava fuori il telefonino e con piglio adolescenziale scattava una foto al mezzo. C’era una coppia sui quaranta. Lui commentava, ma insomma, un po’ di dignità. Lei secca, lo trovo insopportabile, se a me facessero una roba del genere, mi incazzerei. Io guardavo divertita e cercavo di immaginarmi Billo e Billa, ma soprattutto lui, con l’aria contrita, sbatacchiata e affranta. E mi faceva una gran tenerezza questo Billo, lì a spremersi le meningi per scrivere ben 45 biglietti d’amore e di scuse, e poi appiccicarli tutti uno per uno, mostrandoli al mondo intero e urlando a tutti, sono Billo, sono un coglione e in ginocchio chiedo scusa. E ma insomma, che mai avrà potuto fare questo povero ragazzo per meritare una tale gogna? E chissà lei come la prende.

Un po’ dispiaciuta me ne sono andata, perché avrei voluto appostarmi lì e vedere come finiva la faccenda. Soprattutto non volevo perdermi la reazione di lei davanti a quell’opera d’arte. E invece me ne sono andata, affrettandomi anche, prima che mi chiudesse il negozio.

Ma tornando indietro ho avuto la grande sorpresa. Eccoli lì, Billo e Billa uno davanti all’altra e tutti e due davanti allo scooter. Sono giovanissimi. Forse non arrivano ai venti. Lei seria. Lui con la testa bassa. Mi fermo e mi appoggio al muro. Lei comincia, sempre seria, a strappare foglietti, leggendone qualcuno qua e là. Lui cerca di darsi da fare, di aiutarla, sempre con la testa bassa e gli occhi da cane bastonato. Ammetto, sono una guardona dei sentimenti, ma ci tenevo a vedere come sarebbe finita la storia. E a un tratto ecco che si guardano negli occhi.
Lui prende la rosa e la porge a lei. Lei lo guarda con aria di sfida. Poi abbassa la testa e infine si gettano uno nelle braccia dell’altra. Billo e Billa hanno fatto la pace. Tiriamo un sospiro di sollievo. Bravo Billo, l’hai sinceramente convinta. Bravi ragazzi. In tempi come questi, fate l’amore e non fate la guerra.

Claudia Priano

di Daniele Miggino

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