Moretti: «non parliamo di politica!» - Magazine

Cinema Magazine Lunedì 24 aprile 2006

Moretti: «non parliamo di politica!»

Nella foto, da sinistra, Raffaella Grassi, Nanni Moretti e Federica Pontremoli al cinema Sivori.

Magazine - “Un film su Berlusconi? Ma cosa vuoi raccontare che gli italiani non sappiano già?”. Questa la battuta che Nanni Moretti - interprete di se stesso nella sua ultima fatica cinematografica, Il caimano - rivolge alla regista esordiente Teresa (Jasmine Trinca).
Il caimano, girato utilizzando la tecnica del “film nel film”, racconta la storia di Bruno (un eccellente Silvio Orlando), produttore di B-movie con qualche difficoltà economica e sentimentale: si sta separando dalla moglie Paola (Margherita Buy, anche la sua interpretazione non delude) e il suo lavoro non gli offre più soddisfazioni: è sempre più difficile trovare i fondi per girare un nuovo film e mancano le idee. Fino a che Teresa, regista alle prime armi, non gli propone la propria sceneggiatura: la ragazza vuole girare un film che racconti la storia di Silvio Berlusconi. Sono molti gli ostacoli al progetto: c’è chi non vuol rischiare e chi, una volta accettato il ruolo da protagonista - un attore noto quanto inaffidabile, che nel film ha il volto di Michele Placido – abbandona il set a riprese già iniziate. A Bruno e Teresa non resterà che trovare un altro attore: sarà Nanni Moretti, che appunto recita il ruolo di sé stesso, ad interpretare l’ex premier.

«Ho voluto rappresentare Berlusconi proprio perchè io sono un uomo totalmente diverso da lui», ha spiegato Moretti. Il regista ha incontrato oggi, lunedì 24 aprile, il pubblico genovese accorso numeroso al cinema Sivori (in serata ha avuto luogo un secondo dibattito all'Ariston). Accanto a lui sul palco nel ruolo di moderatrice e la genovese , che insieme a Moretti e a Francesco Piccolo ha sceneggiato il film. Tanti gli applausi per il regista, reduce dalla vittoria di sei David di Donatello proprio per il suo Caimano. Tra le statuette, anche quelle per il miglior film, la miglior regia e il miglior attore protagonista (Silvio Orlando).
«Il cinema deve soprattutto sorprendere, raccontando una realtà che non vediamo ancora oppure, come nel caso del Caimano, una realtà che non riusciamo più a vedere. A partire dal 1994, infatti, gli italiani si sono abituati a cose che in altri paesi sono impensabili», ha aggiunto Moretti, «non a caso nel film ho inserito il personaggio di un produttore straniero, che parla della “nostra Italietta” in modo sprezzante e quasi fastidioso. Ma gli stranieri sono più lucidi di noi nell’analizzare la situazione nel nostro paese». Moretti ha sottolineato che «Berlusconi possiede tre reti televisive, e questo sarebbe inaccettabile in qualunque democrazia. Non riusciamo più a riconoscere la realtà, anche perché la tv ci ha abituati a personaggi incredibili, che nel mondo reale disprezzeremmo. La televisione, invece, li fa apparire "familiari"».

Il caimano è stato girato un anno fa, ma non per questo – nonostante le elezioni e tutte le bufere politiche che hanno attraversato l’Italia - ha cessato di essere attuale: «le sparate di Berlusconi al convegno di Confindustria a Vicenza, ma anche gli attacchi alla magistratura sembrano tratti da alcune scene del Caimano. A elezioni concluse Berlusconi non ha riconosciuto la propria sconfitta: questo invece è peggio di quel che accade nel mio film».
Moretti non ha voluto sottolineare l’aspetto folkloristico, né le gaffe di Berlusconi, ma ha posto l’attenzione «sull’aspetto inquietante di un uomo che vuol sedurre tutti». Ma più che di politica, Moretti era a Genova per parlare del proprio film, e a chi gli poneva domande di attualità chiedeva di restare concentrato sul suo Caimano: il film è sì incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi, ma parallelamente narra la storia di una famiglia e di un uomo che, anche quando crede di aver perso tutto, riesce a trovare una ragione di vita nel set cinematografico: solo guardando un regista che grida “azione!” si sente rinascere. «Ho voluto rendere omaggio al cinema e ai suoi personaggi, tanto che molti amici registi hanno accettato di apparire nel film con un cameo». Da Giuliano Montaldo a Paolo Virzì. E poi Paolo Sorrentino, Carlo Mazzacurati e ; «avevo bisogno del sostegno dei miei colleghi», ha aggiunto Moretti.

E poi c’è la storia d’amore tra Margherita Buy e Silvio Orlando: «non volevo specificare il motivo per il quale i due protagonisti si erano lasciati. Paola ha il coraggio di prendere una decisione perché, prima di Bruno, riesce a prendere atto della realtà. Sa che è finito l’amore, ma non il legame che la lega al marito. Le donne sono fatte così: coraggiose e concrete». E nel film la figura femminile primeggia in tutti i personaggi in esso rappresentati. Moretti è soddisfatto della scelta dei due piccoli attori che nel film interpretano i figli di Bruno e Paola: «mi sono piaciuti subito. Hanno recitato in modo autentico, ma professionale. E poi anch'io ho un figlio di 10 anni... Sul set ha regnato una grande armonia».

Quando Federica Pontremoli ha preso la parola è stato per raccontare la stesura della sceneggiatura: «ci vedevamo tutti i giorni. Non ci siamo divisi le scene, ma ne abbiamo discusso insieme. Ci incontravamo tutti e tre in casa di Nanni e lavoravamo nel suo minuscolo studio. Nella stanza c’era spazio solamente per due sedie, una scrivania e il lettino da psicanalista che Nanni aveva utilizzato nel film La stanza del figlio. Dopo una prima stesura della sceneggiatura abbiamo approfondito il materiale a nostra disposizione su Berlusconi. Il tono della narrazione non doveva essere di sbeffeggio, ma è stato difficile evitarlo! Abbiamo visionato in una sola settimana cassette che contenevano 10 anni di politica e siamo rimasti davvero sbalorditi da ciò che abbiamo visto». Le immagini di repertorio scelte dai tre sceneggiatori mostrano Berlusconi alle prese con il discorso di insediamento alla presidenza del Parlamento Europeo, durante il quale disse a un parlamentare tedesco che l'avrebbe visto bene nel ruolo di kapò…
«Mi sarebbe piaciuto utilizzare il pezzo che mostra Berlusconi a Camp David, felice ed orgoglioso accanto all’amico Bush.

Ma, come dice la sinistra, “non bisogna demonizzare l’avversario”. Dunque ho scartato il filmato», ha affermato Moretti, che tra pochi giorni comincerà a lavorare sul “Diario del Caimano”, un diario di lavorazione che uscirà tra i contenuti speciali del dvd.
Il dibattito non poteva che concludersi con una riflessione del regista sul futuro del nostro paese: «le cose non cambieranno dall’oggi al domani. Personalmente non sono in grado di valutare l’entità delle macerie economiche che gravano sull'Italia, ma di certo il centro destra comandato da Berlusconi ha a che fare con quelle, sociali e culturali, che dovremo combattere per anni. E per tutto il tempo gli alleati di governo sono restati in silenzio, senza ribellarsi: questo è davvero avvilente».

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