Concerti Magazine Mercoledì 19 aprile 2006

Tonino Carotone: ecco il nuovo album

Magazine - 20 aprile 2006
«Non sarò un grandissimo scrittore, ma pochi riuscirebbero a fare quello che ho fatto io: stare sei mesi dietro a Tonino Carotone». Sono parole di , scrittore genovese e autore insieme al musicista-gitano più pazzo degli ultimi anni del libro Il Maestro dell’ora brava (), da oggi nelle librerie liguri e dai primi di maggio in tutta Italia.
Venerdì 21 aprile alle 18 Carotone e Traversa presentano il libro alla Fnac (via Venti Settembre). Verso sera tutti al (via Degola), per uno dei suoi soliti spettacoli dal vivo senza regole.

È una sorta di biografia on the road di Tonino, per scrivere la quale Federico ha girato in lungo e in largo con il carrozzone del suo tour. Peschiamo Tonino appena sbarcato a Genova. Ma è vero che è così difficile seguire i tuoi ritmi pazzi? «Bueno - dice nel suo italoespagnol - no sè. Non ne conosco altre vite».
E Federico che ne pensa? «Intanto bisogna avere il fisico, e poi bisogna essere un ragazzo di strada come lui, che vive praticamente solo di notte ed è assolutamente senza regole».

Cado di nuovo nel tranello quando gli chiedo come passava una "giornata tipo" con Tonino. «Volevi dire una nottata tipo - risponde - al pomeriggio lui riposa, poi va al sound check e dopo riposa di nuovo». La mattina, ovviamente, non esiste. «Poi inizia il rito del concerto, dove dà il meglio. A Roma si è persino arrampicato sui tralicci del palco e si è buttato giù, ha fatto un macello», dice lo scrittore. Insomma, un uragano.

Finito il concerto di solito ne inizia un altro per pochi intimi. «Nel backstage canta vecchi successi italiani: Celentano, Carosone, Buscaglione, magari storpiati alla sua maniera», continua Federico.
Questo amore per la canzone italiana è nato molto presto. «Quando sono andato a trovarlo a Pamplona (dove Carotone è nato n.d.r.) sua mamma mi ha raccontato che fin da piccolo aveva una memoria straordinaria per la musica, fossero anche spot. Sente un motivo e inizia a canticchiarlo. Mi ha detto che non passava giorno senza che cantasse qualcosa di Celentano, Al Bano e Romina, persino Sandokan».
Buscaglione è decisamente uno dei suoi preferiti: «È una specie di tamarro fine, con quell'eleganza notturna, e poi lo swing. Un po' mi identifico in lui», dice Tonino.

Quando ti è venuta l’idea di scrivere un libro su e con Tonino? Chiedo a Federico.
«Come sempre, per caso. Nel mio libro precedente - Il contorno del camaleonte - lo avevo citato a causa di un sogno in cui c’era anche lui. Così, quando è venuto al , sono andato a regalarglielo. Durante quel concerto un ragazzo gli ha rubato il cappello: puoi fare tutto a Tonino ma non rubargli il cappello. L’ha inseguito in mezzo al pubblico e poi è tornato incazzatissimo nel backstage. A quel punto arrivo io. Gli ho spiegato la storia del sogno ed è rimasto entusiasta. Mi sono detto: questo è un personaggio incredibile, e da lì è partito tutto».

Come è stato raccontare la propria vita?
«È stato divertente - dice Tonino - farlo con una persona così simpatica, un amico, è stato ancora meglio».
Un artista fuori dalle righe, un uomo con un forte lato casinaro ma anche impegnato in prima persona nelle battaglie sociali e politiche. «Non dimentichiamo che si è fatto un anno di galera per renitenza alla leva - continua Federico - all’epoca era già famoso (nonostante fosse latitante da un paio d’anni n.d.r.), ma ha deciso di non sottrarsi all’arresto».
Dopo averlo conosciuto, cosa ti ha stupito di più di lui?
«Sapevo chi era ma, sai, tanti artisti hanno un’immagine folle, mentre nella realtà sono più pacati. Lui no, è proprio così: imprevedibile e genuino».

Nel libro si trovano due introduzioni di Federico e poi un racconto tappa-per-tappa scritto durante la tournée. Federico racconta il tempo presente: il live, le nottate, le pazzie del “Maestro dell’ora brava”; Tonino racconta se stesso, tutta la sua vita: da Pamplona al carcere, dall’amicizia con Manu Chau al successo con Me cago en el amor (nell’album Un mondo difficile) scritta nel bagno di un locale dopo un litigio con la sua ragazza.

Scriverai altri libri? Chiedo a Tonino.
«È un progetto che ho da tanto tempo - risponde - vorrei scrivere poesie, parole, anche le mie idee sul mondo. E poi uscirà il secondo capitolo del Maestro dell'ora brava. Vogliamo fare come Harry Potter!».

Per chiudere, una curiosità sul nome. Molti pensano che Carotone sia la storpiatura di Carosone, uno dei suoi idoli musicali. In parte è così, ma deriva anche dal suo nomignolo da ragazzino: Tonin el caradura (Tonino faccia tosta). «Lui non sapeva che in italiano significasse grossa carota. Così, quando ad un concerto una ragazza gli disse: “Tonino sono la coniglietta e voglio la tua carota!”, lui subito non capì, si guardava in giro come dire: ma che vuole questa. Alla fine, quando glielo hanno spiegato, ha detto: Va beh, sarebbe stato peggio se mi fossi chiamato Tonino Carotina».

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Nostra Signora dei Turchi Di Carmelo Bene Drammatico Italia, 1968 Al protagonista, un intellettuale così febbricitante da sembrare patologicamente irrecuperabile, riaffiora un confuso ricordo di una strage compiuta dai turchi a Otranto. Immedesimandosi in una delle vittime, nell'inconscio proposito di sviscerare... Guarda la scheda del film