Il rugby non è il calcio - Magazine

Outdoor Magazine Martedì 18 aprile 2006

Il rugby non è il calcio

Magazine - Specificamente sollecitati e consci che il gioco del rugby non ha in Italia il grande seguito del calcio, vediamo di illustrarne almeno le regole principali, iniziando dai metodi per segnare i punti. Così, se diremo, per esempio, che il drop di un calciatore è stato pareggiato da un calcio piazzato dell'estremo avversario, sarà più semplice capire di cosa si tratti.
L'obiettivo del rugby è semplicissimo, almeno a parole: si tratta di portare il pallone oltre la linea di fondo campo nel settore avversario e depositarlo quindi con le mani dentro l'area di meta. When an attacking player is first to ground the ball in the opponents’ in-goal, a try is scored. Traduzione: quando un giocatore in attacco schiaccia per primo il pallone a terra nell'area di meta avversaria, una meta è segnata. Questa è la versione ufficiale del regolamento internazionale, che aggiunge a lato: value, 5 points. Valore 5 punti.

La meta è quindi esattamente quella di appoggiare il pallone sul terreno, dentro l'in-goal, cioè dentro l'area di meta (ripetizione inevitabile nonché voluta): le linee bianche fanno parte dell'area di meta (e dài) e anche i pali. Se un giocatore arriva a toccare uno dei pali della porta avversaria col pallone, o con il corpo avendo il controllo del pallone stesso, la meta è segnata.
Accenniamo (non testualmente, ma il senso è quello) il commento di Oscar Wilde: segnare una meta richiede una serie di azioni che normalmente potrebbero fruttare all'esecutore almeno un paio di anni di carcere.

In inglese, si dice try, cioè prova. Infatti, questa segnatura dà diritto a provare a calciare il pallone in mezzo ai pali e sopra la traversa. Questo calcio, chiamato trasformazione, vale due punti e può essere un calcio piazzato, cioè con pallone appoggiato a terra, oppure un calcio di rimbalzo, cioè col pallone gettato a terra dal calciatore che tenta la trasformazione e colpito col piede sul rimbalzo. Questa seconda forma è usata perlopiù nel rugby a sette giocatori, mentre nel rugby union, a quindici, si opta praticamente sempre per il calcio da fermo.
La norma dice chiaramente che il giocatore che segna la meta deve essere un attaccante: cioè deve trovarsi nella zona difensiva degli avversari. Che corrisponde alla propria zona d'attacco, è lapalissiano. Se un giocatore schiaccia il pallone a terra con le mani in area di meta, ma si tratta di un difensore, cioè si trova nell'area di meta della propria squadra e non in quella degli avversari, non sarà una meta ma solo un pallone annullato, e il gioco riprenderà con una mischia a favore degli attaccanti a cinque metri dalla linea di meta. Non esiste l'autogol come nel calcio né il safety come nel football americano (che vale due punti per gli avversari).

Complicato? Non molto: basta riepilogare. L'attaccante appoggia il pallone a terra nell'area di meta avversaria, uguale cinque punti. Il difensore tocca a terra, allora il pallone è annullato; nessun punto attribuito. Se un giocatore potrebbe segnare una meta, ma viene fermato fallosamente, l'arbitro può assegnare una meta tecnica (penalty try), che vale sempre cinque. Dopo la segnatura della meta, gli attaccanti portano il pallone indietro lungo il campo, rimanendo all'altezza del punto in cui il pallone ha toccato terra e provano a calciarlo da fermo in mezzo ai pali (conversion goal, trasformazione, volendo si può tentare anche al volo): se il tentativo riesce, si ottengono altri due punti.

La porta del rugby è costituita da due pali alti almeno 3 metri e 40, distanti fra loro 5 metri e 60, con una traversa posta a 3 metri da terra. Il pallone, nelle trasformazioni, deve passare in mezzo ai pali e sopra la traversa.
Le punizioni (penalty goal) sono calciate con pallone appoggiato a terra, nel punto indicato dall'arbitro, e devono anche in questo caso passare tra i pali e sopra la traversa; lo stesso vale per i drop, o calci di rimbalzo (dropped goal). Questi possono essere realizzati in qualsiasi momento del gioco: il giocatore con la palla deve gettarla a terra e calciarla dopo il rimbalzo. Se centra i pali sono tre punti, come per le punizioni. Esempio di resoconto delle segnature di una partita: Uruguay-Italia, Campionato del Mondo under 19, pool B, Dubai, 12 aprile 2006.

Primo tempo:
1' Alberico Passadore (Uru) c.p. (calcio di punizione) 3-0
8' Davide Duca (Ita) c.p. 3-3
10' Michael Wilson (Ita) meta 3-8
11' D. Duca trasf. 3-10
15' A. Passadore meta 8-10
24' Nicola Gatto (Ita) meta 8-15
25' D. Duca trasf. 8-17
32' D. Duca c.p. 8-20
35' D. Duca c.p. 8-23

Secondo tempo:
20' A. Passadore c.p. 11-23
28' Emanuele Borboni (Ita) meta 11-28
28' D. Duca trasf. 11-30
31' A. Passadore meta 16-30
31' A. Passadore trasf. 18-30
35' D. Duca meta 18-35
35' D. Duca trasf. 18-37

Nessun drop, come vedete, che avrebbe dato tre punti come le punizioni. Ma così vi abbiamo segnalato che la giovanile italiana è arrivata in semifinale del gruppo B. Dove incontrerà i pari età di Tonga, e in caso di vittoria disputerà la finale contro la vincente di Fiji-Canada, per la promozione al gruppo A. Prossimamente, altre regole: le squadre, il campo e il pallone. Ovale.

Maurizio Mapelli

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