Concerti Magazine Venerdì 14 aprile 2006

Un nuovo genere: acustic-pop-näif

In alto: una foto di Silvia Dainese
Milano. , musicista e cantante genovese, trasmette subito una carica d'energia impressionante. Ha autoprodotto il suo primo cd dal titolo Demo 2002/2005 uscito a fine marzo; a soli 26 anni ha già avuto l’occasione di aprire i concerti di Carmen Consoli, Ani Di Franco e Paolo Benvegnù; nel giugno del 2001 era tra gli otto finalisti del Premio Città di Recanati con il brano Cartone Animato. Infine nel 2005 partecipa al insieme a Max Gazzè, Roy Paci & Aretruska, Amadou & Mariam, Sikitikis.
Siamo andati a scovare Silvia in quel di Milano ed abbiamo scambiato con lei due chiacchiere per scoprire qualcosa di più anche sui suoi progetti futuri.

A che età hai iniziato a comporre le tue canzoni?
«A sedici anni ho preso in mano la chitarra, invece che iniziare con le cover – come fanno molti giovani all’inizio – mi sono buttata a capo fitto a scrivere i miei testi».

Quali erano gli argomenti delle tue prime canzoni?
«Parlavo di me, delle mie esperienze, le mie emozioni, sedici anni sono una fonte inesauribile di materiale».

Ed ora di cosa scrivi?
«Continuo a basarmi sulle esperienze personali, mi piace fare una ricerca sui testi, l’ispirazione di solito mi viene quando piove o sono triste».

Quali sono le tue influenze musicali?
«Direi tutta la musica, partendo dall’acustica ed arrivando a quella classica passando magari per l’elettronica. Alcuni nomi possono essere Bonnie "Prince" Billy, Peter Gabriel, Moloko, Pixies, Radiohead Al momento sono affascinata dal disco di un cantante svedese, Josè Gonzalez».

La tua musica la definisci acustico-pop-näif, cosa intendi?
«Il mio è un genere che vuole raggruppare l’amore per gli strumenti (da cui il termine acustico), ma senza essere una musica elitaria (pop). Il näif invece fa riferimento alla volontà di uscire comunque dagli schemi, distinguersi dalla musica che si ascolta nelle radio».

Del tuo disco cosa mi dici?
«È un lavoro autoprodotto che ha richiesto un grande impegno. Mi sono messa in gioco, ho scelto 6 tracce tra tutte le canzoni che ho composto dal 2002 al 2005, basandomi solo sull’istinto. I brani li ho registrati a Genova avvalendomi della collaborazione di Federico Foglia e di Rossano Villa (Meganoidi). Non ho prodotto Demo 2002/2005 per fare grandi numeri, ma per il piacere di suonare e trasmettere le mie emozioni ad altri».

Cambiando argomento, com’è stato aprire i concerti di cantanti molto conosciuti e che richiamano un grande pubblico?
«È stata un’esperienza bella ma difficile al tempo stesso, ti devi confrontare con un pubblico che non è il tuo, che non è venuto per ascoltare te. Hai pochi minuti per convincerli che in fondo non sei così male».

Per il futuro che progetti hai?
«Conto in un anno e mezzo di diplomarmi al Cemm di Bussero (una vera università musicale) e di portare avanti il progetto del disco, nel frattempo mi sto preparando per esibirmi in luglio al Banano Tsunami per la ».

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