Magazine Giovedì 13 aprile 2006

Storia di una 'Puttana sensibile'

Formato tascabile, copertina minimalista e contenuto esplosivo: questo è Puttana Sensibile, (105 pagine, Eu 8.50) il primo libro di Carlo di Francescantonio, edito da Chinaski Editori. Un lavoro che colpirà i lettori per l'autenticità della storia semplice, ma intensa e coinvolgente. Isa è una prostituta: «non è un lavoro che amo. È una costrizione».

La protagonista vive circondata da protettori tutto sommato buoni, ma anche da veri e propri torturatori. Un po’ vittima un po’ carnefice di se stessa, Isa cerca la felicità per colmare un senso di vuoto e solitudine. Non è cenerentola che trova il suo principe, ma - come lei stessa afferma - assomiglia alla Gelsomina del film La strada di Fellini.
Isa è la preferita da tutti i clienti, è la migliore, non si ribella perché non si rende conto di quello che le succede: mentre viene frustata, violentata e torturata da uomini e/o donne lei pensa al mare e alla sua adolescenza. Quando finiscono di usarla si alza, si ricompone ed esce. Il sesso descritto da Carlo è esplicito, ma vuole essere un corollario alla storia. Leggendo questo libro vi sembrerà di vedere un film, dove le canzoni di Lou Reed e dei Pink Floyd saranno la colonna sonora.

Raccontarvi per filo e per segno la trama di questo libro sarebbe un peccato, perché solo leggendolo si possono comprendere le emozioni - positive e negative - che riesce a trasmettere, così ho scambiato due chiacchiere con l’autore e ho lasciato a lui l’ingrato compito di raccontarvi qualcosa di sé - un ventinovenne con una passione sfrenata per il cinema e per la scrittura non convenzionale - e del suo primo libro.

«In questo lavoro non si può trovare un inizio, un centro e una fine», mi racconta Carlo, «non mi piace scrive di cose scontate, questo è il tipo di libro che avrei voluto trovare nelle librerie».
«L’ho scritto in quattro mesi, ma le idee le buttavo giù volta per volta, magari le scrivevo sui tovaglioli di carta al bar o sull’angolo di un giornale», continua a raccontarmi, «sono ancora molto legato al metodo "carta e penna", che per me è una prima stesura; battere il tutto a computer è la seconda e spesso definitiva versione». Il personaggio di Isa raccoglie peculiarità di più persone, autore compreso: «ho voluto creare una figura dolce ma al tempo stesso pericolosa, spesso più per se stessa che per gli altri».

Un personaggio incapace di svoltare, anche quando l’opportunità le si presenta. Isa sembra gongolarsi nella sua infelicità, da cui non può – e a mio avviso non vuole – uscire: ed è proprio quest’aspetto del suo carattere che fa venir rabbia al lettore, perché è difficile non trovare qualcosa di se stessi in Isa.
«L’ispirazione mi è venuta leggendo i lavori delle poesie di Mario Barrai, ma anche dai romanzi di e di », mi spiega Carlo, «per l’ambientazione ho scelto il mondo: in alcuni passaggi Isa sembra muoversi a New York, in altri in una città qualsiasi».

E per il futuro? Carlo sta concludendo un nuovo libro: s’intitolerà Figlia: «sarà una storia diversa, in alcuni tratti più forte di Puttana Sensibile, ma senza sesso».
Unico appunto: bisogna essere pronti ad una lettura diversa dal solito, che sia capace di cogliere il lettore sul vivo.
di Annamaria Giuliani

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