Magazine Giovedì 13 aprile 2006

Segnali di Fumetto

Alcune immagini di Sprayliz
© Luca Enoch

Magazine - Correva l’anno 1992, l’anno dell’Europa unita e delle Colombiadi.
A Genova si parlava di opportunità, di metropolitana ed eravamo nel bel mezzo di un periodo delicato, con politici in tribunale e giornalisti – Paolo Brosio dal TG4 su tutti -che li aspettavano alla fermata del tram.

Nel 1992 nasce anche un personaggio unico nel panorama fumettaro italiano. Nessun superpotere, nessun trauma infantile o voglia di vendetta. è solo una normalissima diciassettenne dotata di uno straordinario talento artistico. Fa magnifici affreschi metropolitani

La sua prima uscita editoriale è quella – a colori – sulle pagine dell’Intrepido dove costruisce il suo mondo e i comprimari che poi vedranno nuova vita sulle pagine di un mensile ad hoc che tra il 1994 e il 1995 viene pubblicato dalla , la casa editrice di per intenderci.
Le due edizioni, al di là del colore, hanno poche differenze sostanziali. La Sprayliz in bianco e nero è impegnata politicamente e molto più immersa nel contesto di quegli anni.
La città che nella prima versione era un’immaginaria città americana, nella versione pocket – due vignette per ogni tavola – assomiglia moltissimo alla Milano da bere governata da Formentini, il sindaco leghista che all’epoca, il 1995, dichiarò guerra ai graffiti e ai centri sociali.

Liz è una studentessa di liceo che si muove nell’underground metropolitano dove artisti di tutti i tipi si danno appuntamento al Macondo, un centro sociale dove musica, pittura, arte e goliardia sono protagonisti.
I comprimari sono personaggi interessanti, c’è il graffittaro Kaifa, il poliziotto Abe fidanzato sui generis di Liz e Kate, l’amica lesbica che non nasconde il suo affetto per la protagonista, non risparmiando avance esplicite.
I cattivi cambiano di volta in volta, di numero in numero. Ci sono assassini, sfruttatori, spacciatori, vivisezionisti, vigilantes razzisti e telepredicatori. L’antagonista per antonomasia è invece il tenente Kinnok, un poliziotto sadico che ricorda molto l’antagonista di Doberman, il fumetto impersonato da Vincent Cassel.
Con l’edizione pocket Enoch riesce a superare se stesso aggiungendo vignette subliminali di satira vera. A fare da sfondo alla vicenda principale ci sono infatti storie dove ad essere protagonisti sono una banda di Naziskin che sistematicamente fanno una brutta (bella) fine, o protagonisti della storia d’Italia sospesi tra tribunali e ville al mare sul lato opposto del Mediterraneo.

Sprayliz ha avuto una vita editoriale relativamente breve ma intensa. Dopo le quattordici avventure pubblicate sull’intrepido e successivamente chiuse in due raccolte, la vita di Liz ha avuto il suo culmine ed epilogo in undici numeri pubblicati tra l’ottobre 1994 e il settembre 1995 quando è giunta – inattesa – la sua chiusura.

La star si è dovuta adeguare alle leggi di mercato – poche le vendite rispetto alle attese – e così Sprayliz, con meno di un anno editoriale, è stata mandata in pensione.
La fine prematura della prima creatura di Enoch non è stato però un epilogo ma un punto di partenza. Dopo un’esperienza come curatore di Legs la testata dedicata alla comprimaria di Nathan Never, l’artista meneghino è tornato al suo primo amore elaborando, sceneggiando e disegnando in tutto e per tutto un personaggio che ogni sei mesi sbarca in edicola. È la sorellina di Sprayliz. Il suo nome è Gea. Ma questo, ovviamente, è un altro .

Consigli per gli acquisti: Sebbene Sprayliz sia un fumetto non prodotto da oltre dieci anni non è molto difficile da reperire. Bancarelle, negozi di fumetti e edicole sono le miniere in cui si può recuperare questo tesoro.

Buona Lettura

di Francesco Cascione

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