Elezioni: decideranno gli indecisi - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 3 aprile 2006

Elezioni: decideranno gli indecisi



A quanto pare decideranno gli indecisi, e scusate il bisticcio di parole. Può sembrare paradossale, ma dovrebbero essere loro a determinare il futuro prossimo di questo strano Paese. Dalla matita della casalinga di Tolmezzo, oppure da quella del pensionato di Noicattaro scaturiranno le crocette fatali che manderanno in visibilio il 40% degli elettori, gettandone nello sconforto più totale un altrettanto 40%. Cinque anni di un confronto che mi dicono aspro. In realtà, sulla base della mia esperienza marginale, l’aggettivo mi sembra eufemistico: non sono stati sufficienti a chiarire le idee di ben venti persone ogni cento.
Numeri suggeriti dai vari sondaggisti, con criteri opinabili, ma a cui tutti sembrano dar credito. Dicono che in democrazia funzioni in questo modo. Personalmente rimpiango il mio amato medioriente, da noi le cose vanno in modo diametralmente opposto: quelli più decisi e più convinti delle proprie ragioni rispolverano il tritolo, gli indecisi - che il tritolo lo temono - restano a casa.

So benissimo che le vostre coscienze non concepiscono la profondità del ragionamento, ma cazzo, vi sembra logico, comunque la pensiate, che potreste essere sconfitti a causa di qualcuno che ha tirato per aria una moneta, oppure - sarebbe ancor peggio - si è fatto convincere dall’ultima cazzata preelettorale spacciatagli da uno dei due sepolcri imbiancati?
E se non avessi la piena concezione delle mie facoltà mentali, penserei di trovarmi sul set di un qualche ritorno al futuro ambientato negli anni '50 e non solo. Già, perché la corsa a spararla più grossa ha coinvolto altri miseri figuri, tra i quali c’è chi ci vorrebbe ricondurre tutti ai gloriosi tempi delle crociate, rispolverando un fantomatico orgoglio cristiano al quale nemmeno la zia suora del premier uscente sembrerebbe credere.

Non andrebbero poi dimenticati tutti quelli che stanno enfatizzando il ruolo della famiglia ed il sacramento del matrimonio, dall’alto delle loro collezioni (di matrimoni, ovviamente) invidiate perfino da Liz Taylor? Collezioni contornate da figli di primo, secondo e forse anche terzo letto. E va bene che sull’argomento dovrei tacere (bel bidone mi ha rifilato la “mia” religione), ma credevo, scegliendo di spendere parte della mia vita in Occidente, di catapultarmi nell’illuminismo e dintorni. Purtroppo devo fare i conti con un bieco oscurantismo.
E passi per il Papa, che deve pur fare il suo lavoro, ma quando assisto ai tentativi di scavalcarlo in conservatorismo mi viene voglia di nascondermi sotto un turbante e di far ritorno dalla piccola Jasmine. Per concludere, un augurio per questa restante settimana: CHE POSSA PASSARE IN FRETTA.
Per quanto riguarda l’esito, ai venti tentenna l’ardua sentenza.

Andrea Comparini aka Josef

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