Incidences: esperimenti di danza - Magazine

Teatro Magazine Teatro Gustavo Modena Sabato 1 aprile 2006

Incidences: esperimenti di danza

Nella foto la Foofwa d'Immobilité

Magazine - Genova. Entro in sala e loro sono lì. Sul palco. Si scaldano, il collo rotea, le gambe si tendono. Il sipario non è chiuso. Sono già con noi– penso – con il pubblico. Loro sono la compagnia svizzera di , Tamara Bacci, Maud Liardon, Filibert Tologo tra i danzatori e lui, Frederic Gafner che dal 1998 si è dato il soprannome dadaista di Foofwa d'Immobilité. Il pubblico guarda, prende posto, qualcuno continua a chiacchierare. Poi lui, Frederic, ci annuncia 77 minuti di spettacolo. Ieri sera, Venerdi 31 Marzo alla prima mondiale assoluta al Teatro Modena all’interno della rassegna , i ballerini di Foofwa d'Immobilité nello spettacolo Incidences hanno danzato come in un esperimento di gruppo. Come in un’ improvvisazione e un laboratorio in scena, partendo sempre dall’idea che il gruppo si sfida di continuo e che molto raramente, anzi quasi mai, danza in sincrono insieme. Duetti, assoli come scelta coreografica, un accenno a un piccolo tutù sui pantaloncini, piume al collo, una pelliccia a metà come costumi . Tecnica pura alternata a smorfie e mimica facciale.
Si giocano alla mora a chi tocca l’esibizione e chi si esibisce passa da non codici assoluti, come l’imitazione di un animale che sbatte le ali, a perfetti developpés o giri in attitude dal codice preciso della danza classica. In fondo Foofwa di Immobilité è tutto li dentro: la formazione classica con la madre ballerina e il repertorio Cunningham nella cui compagnia entrò a far parte per molti anni, dove l’idea del gruppo erano soprattutto duets in esecuzioni tecniche della parte bassa en dehors e del busto che si spostava dall’asse centrale.

Lo spettacolo sembra che si crei in scena. Lo sguardo che si passano sembra essere di ricerca e intesa tra loro per capire quale può essere la partenza di ognuno.
Si passano il tempo, dandosi i conti, e gli assoli continuano fino alla fine. Lui, Frederic Gafner, con uno striminzito sospensorio ci offre la prova di un meraviglioso gluteo danzante nel respiro forte che la ripetizione dei passi che esegue lo porta ad emettere. Tamara Bacci, fra tutti la più generosa nei movimenti si prodiga in equilibri sul collo del piede che da terra la innalzano per un attimo verso l’alto e gira sinuosa e drammatica per la scena con movimenti convulsi. Alternando video dove eliche ruotano e bambini in plastica sembrano resti accartocciati, la logica del gruppo che si segue e si sfida, prosegue fino all’ultimo. “Il nostro desiderio è di mostrare il corpo come ricettacolo di azioni, emozioni e movimenti tanto animalistici quanto condizionati dalla nostra educazione e civiltà. Sul palco inciteremo la liberazione dei nostri impulsi primari e al contempo coltiveremo le forme della nostra educazione”. Questo citava il loro manifesto, forse il conflitto sta tutto li, nel passaggio a questa liberazione.

L’Archivolto ci offre questa occasione, di vedere una rassegna di compagnie nuove, cosa che a Genova non sempre è frequente. Genova come Spoleto dunque? Il prossimo appuntamento sarà il 12 Aprile con la Compagnia Shotakutoh e lo spettacolo Mizukagami, tra danza contemporanea, danza butoh e danza giapponese.

Marina Giardina

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