Macché Notte Bianca: tutti in Rete! - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 29 marzo 2006

Macché Notte Bianca: tutti in Rete!

Magazine - In principio fu Parolina con il suo blog , un link inviato via mail e un invito: “Dacci un’occhiata!”.
Una sorta di diario in condivisione colmo di riflessioni, spunti, scazzi, storie e illuminazioni, come le chiama lei. Ogni post è commentabile e nella piazza virtuale creata da Parolina qualche volta gli animi si scaldano, si difendono opinioni ma soprattutto si partecipa con un pensiero, una riflessione, uno spunto. Altre volte, invece, si resta in ascolto. Un blog ti permette infatti anche una fruizione silente, pacata, da lettore puro.
Da quando è nato, il blog della mia amica C. alias Parolina è diventato un appuntamento fisso ogni mattina, come il cornetto caldo a colazione, sfogliare un quotidiano online o controllare le novità su mentelocale.it.

Da qualche mese è arrivata anche Mochetta con il suo . Il suo incipit, Volevo essere Pamela de Barres: sono diventata Bridget Jones. Un filo più sfigata mi ha conquistata subito. Monica è un arguto avvocato impegnata a sopravvivere in un mega iper studio legale di Milano. Simpatica, dinamica e brillante, Mochetta è dotata di un sano e autoironico sarcasmo che usa per descrivere la sua vita dolceamara. Certi post sono davvero di uno spasso assoluto, ma vi assicuro che si ride dei momenti belli come si condividono quelli dolorosi. La fine di un rapporto, ad esempio. Il dolore incredulo di un abbandono è un urlo che raccoglie pacche sulle spalle, parole di conforto, commenti generosi ma anche spietati.
E qualche volta è anche l’occasione per fare amicizia, per ritrovarsi quasi per caso Parolina-Cate, Mochetta-Monica e Cristiana-Cri (!) davanti ad una tazza di the, in un soleggiato pomeriggio milanese preludio di una memorabile Notte Bianca.
Dal blog di Mochetta…

Lunedì, 27 marzo 2006
Spaccato di Vita Vissuta
Milano, sabato pomeriggIo, H&M.
Shopping della Vostra eroina con Parolina e la sua amica Cri.
Parolina ha una predisposizione per la caccia al vestito low profile.
Io per quello law profile.
Cri per quello che capita, purché i calzini siano colorati.
Parolina: “nooo, ma scherzi, è scollata, non posso… in Banca… è una vergogna...”
Mochetta: “non è una vergogna: è un’opportunità!”.

Non solo diari condivisi, ma anche spaccati di vita vissuta e stravissuta che si trasformano nell’occasione di una rivalsa e spesso nell’occasione per farsi una risata liberatoria. Tra i miei preferiti da un po’ di tempo c’è , le tragicomiche avventure di President, Receptionist, l’assistente FidoBau e una serie di consulenti senza nome ma dotati di numero consequenziale, Cons1, Cons2… peccato che sia tutto vero! Come sono veri i racconti postati su , dove si può leggere di impiegati che inchiodano il PC alla scrivania per evitarne il furto e si domandano poi perché non funzionino.

Parole, storie, racconti, sfoghi, ma non solo.
Giusto stamattina ho ricevuto un link ad un altro blog di cui mi sono subito innamorata. È il , conosciuta durante una rutilante e rumorosa partita di hockey. Una macchina fotografica come prolungamento del suo occhio, il modo di fissare e rendere immortale un’immagine, fermare un momento, una storia, un gioco di luce. Chiara non scrive, non descrive, non racconta, tanto meno narra con le parole. Eppure credo che le sue immagini parlino, urlino e dicano più di righe e righe a segnare un foglio bianco. Chiara fotografa, gioca con la luce, modella la realtà attraverso un occhio attento e un obiettivo che si muove preciso tra le sue mani. Se ci pensate ci sono davvero tanti modi di incontrarsi, raccontare e raccontarsi.

Cristiana Stradella

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