Magazine Giovedì 23 marzo 2006

Segnali di Fumetto

Tra copertine e disegni, alcune immagini di Dylan Dog
© www.sergiobonellieditore.it
numeri sono uno gran bello spazio in libreria. Considerato che un albo pesa quasi due etti ed è largo un centimetro, e che la matematica non è un’opinione, una collezione di Dylan Dog è lunga due metri e trentaquattro centimetri e pesa circa 46 chili. Questo, ovviamente, per la precisione.

Quello che ci si può domandare, legittimamente, è se valga la pena avere in casa svariati ettari di carta. Se tutti i numeri sono mitici e soprattutto, se siete alla ricerca di un fumetto da leggere mentre siete su un autobus o nell’attesa che arrivi, dopo 22 ore di attesa, il vostro treno da pendolari, quali siano i numeri da evitare per rimanere Dylaniati (nel senso di Doggofili affezionati) piuttosto che dilanianti (ossia che fareste a pezzi l’albo che avete in mano)?

Siamo in un periodo strano, spesso si va di corsa e, sbagliato un libro, un film, o un fumetto difficilmente si dà una prova di appello (credo abolita almeno che non sia il fumetto stesso a chiederla dopo essere stato assolto) ad un prodotto che non ci abbia convinto.
In vent’anni di storia Dylan Dog ha collezionato assieme a successi, anche qualche svarione. Nulla di grave visto che da almeno tredici anni aspetto la fine del mese, oltre che l’arrivo dello stipendio, perché in edicola mi attende, nuova e profumata, la mia copia dell’inedito.
Senza entrare necessariamente in liste, che comunque faremo, se avrete la possibilità di scegliere a caso un numero da leggere non usate come riferimento un numero in cui il Nostro non abbia una intensa ed eterna storia di amore lunga 98 pagine, perché non credo sia ancora stato pubblicato.

Alcune delle storie più divertenti, come Armageddon – il numero 73 – giocano proprio sulla tendenza di sciupafemmine dell’Indagatore dell’incubo. Tre su tutti invece i numeri in cui si parla d’Amore e di morte andando a scavare a fondo e facendo emergere grandi emozioni: Memorie dall’invisibile (n° 16), Il lungo addio (n° 74) e Finché morte non vi separi (n° 121).

Se non conoscete il personaggio, se lo chiamate Dailan ottenendo sugli afecionados la stessa faccia che si fa quando qualcuno passa le unghie su una lavagna, se avete voglia di incontrarlo, datevi appuntamento nella Casa infestata (n° 30) disegnata da un ottimo Claudio Castellini ma non vi avvicinate al Cane Infernale (n° 145), albo universalmente riconosciuto come la peggior storia mai scritta per il personaggio creato dalla penna di Tiziano Sclavi.
Detto questo, avviatevi in edicola e con 2.50 euri saggiate le storie di un personaggio che ha 35 anni dal 1986, è affascinante, anticonformista e appassionato di Horror, Pizza e del thé delle cinque. È inglese, ha una spalla comica – Groucho Marx - e un campanello di casa letteralmente da urlo.
Le sue storie riescono ad essere sempre su un buon livello con veri e propri picchi verso l’alto: il numero 234, L’ultimo arcano, attualmente in edicola, è tra questi. Qualche caduta è fisiologica ma, fortunatamente, alla Bonelli sembra siano disposti a giurare che, ad un Cane infernale II neppure ci stanno pensando.

Consigli per gli acquisti: Dylan Dog è un fumetto aperto a tantissime edizioni e a svariati budget. Per una collezione completa di prime edizioni credo si debba accendere un mutuo, mentre le varie ristampe sono rintracciabili a prezzi abbordabilissimi, anche inferiori all’Euro.
Spesso escono anche raccolte curate e colorate da e da alcuni giornali come Panorama o .

Buona Lettura!
di Francesco Cascione

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