Il nuovo bestiario del Museo Doria - Magazine

Mostre Magazine Mercoledì 22 marzo 2006

Il nuovo bestiario del Museo Doria

In alto tre esemplari usciti dall'inventiva di Morteza Esmaili Sohi, Lynda Corazza e Abolfazl Hemmati Ahoei; in basso il maiale-TV di Ken Oshino

Magazine - Genova. Arrivano dalla Spagna, dall’Iran, dal Giappone, dall’Italia e dalla Francia sono Bestie improbabili uscite dall’immaginazione di 11 artisti e approdate al , da visitare in compagnia dei più piccoli da venerdì 24 marzo al 14 maggio. Bestiario improbabile è una mostra curata da Davide Calì che presenta una gamma di folli e animaleschi esseri costruiti usando solo foglie, solo piume, soltanto metallo o rotoli della carta igenica quando restano nudi. Gli artisti sono grafici, illustratori, fumettisti e nel tempo hanno sperimentato molti modi diversi e pressocchè tutti i tipi di assemblaggio per realizzare il loro Zoo. Davide lì ha selezionati in base alla simpatia, quella che suscitano i loro animali s’intende: visti a fiere, o su giornali e libri. Poi ha fatto una lista e ha cercato di raggiungerli tutti. Solo due sono rimasti fuori: Christian Wolz, che lavora in Francia e il berlinese Michael Sowa, che fa quadri a olio dove ci sono spesso animali.

Qualcuno oltre alla bidimensione ha affrontato nel tempo anche le realizzazioni 3D, per esempio che ha cominciato per scherzo a metter in piedi qualcuno dei suoi personaggi di carta, fino a averne una schiera degna di un giardino zoologico: pesci, meduse, una gallina e una lumaca costruita con un metro da sarta. Ma in questo allestimento non sono previsti oggetti reali, ma solo le loro riproduzioni. Perché? «In alcuni casi – spiega Davide Calì – non esistono, in altri sono troppo delicate da trasportare. Così abbiamo optato per le riproduzioni su 30 pannelli in forex, un metroXun metro a cui ne abbiamo affiancato uno con un’introduzione sulla mostra».

Gli animali in tutto sono 80 e accanto c’è un po’ di storia sul loro autore: Koji Ishikawa, da Tokyo, partecipa con alcuni dei suoi cagnolini di carta, paper-dogs; Cristiana Valentini, la seconda delle due italiane in mostra (Reggio Emilia), ha trasformato la fauna in elettrodomestico per i suoi progetti di design, tra cui una scimmia-frullatore, un gatto-tostapane, e un topo-hi-fi. Anche l’altro giapponese, Ken Oshino ha progettato animali-domestici: tra cui il maiale-televisore (vedi immagine in basso), un elefante-aspirapolvere e la scimmia-water, «che –mi confessa Davide – ha appassionato molto due dei tecnici» che allestivano le bestiole. Di origine italiana, ma francese, è Lynda Corazza, (Nizza), «arrivata da noi con i suoi animali-calzini di uno dei suoi primi libri». Dall’Iran sono numerosi (quattro illustratori): Behrad Amin Salmasi che con la sua originale mosca-lampadina campeggia sul manifesto, è quello solo-metallo ( dal copricerchione d’automobile al bossolo di proiettile); Morteza Esmaili Sohi è invece quello solo-foglie, mentre Abolfazl Hemmati Ahoei è il solo-piume. Morteza Zahedi è il più giovane e tra le sue opere propone quattro delle sue galline. A proposito, Morteza è stato, per il secondo anno di seguito, selezionato dalla Mostra degli Illustratori alla prossima e ha, alle sue giovanissime spalle (27 anni), 10 libri per bambini già pubblicati in Iran. Finiamo il nostro elenco tornando in Europa, con Serge Bloch, francese, che ha fatto diventare con il suo caratteristico tratto sottile un bullone, pollo e una lampadina, gufo, per l’elefante invece ha preso in prestito una mano di uno dei suoi figli. Dalla Spagna, Javier Solchaga, è quello dei rotoli della carta igienica e delle bottiglie di plastica: occhio al rinoceronte, viene dall’Anatra WC!

Davide mi saluta e corre ai suoi mille impegni didattici che lo vedono spesso maestro alla Biblioteca De Amicis, ma anche fuori città tra Reggio Emilia, Modena e Bologna con corsi nelle diverse scuole, che a Reggio Emilia è proprio un progetto del comune: Baobab, illustratori inviati nelle scuole. Ma se dovessimo tenere d'occhio qualcuno emergente del settore? «Nicoletta Ceccoli di San Marino, da quando si è convertita al digitale fa cose strepitose. Da Torino c'è Philippe Giordano, un giovanisimo che a Bologna quest'anno presenta il suo primo libro (Zoolibri Editore) e Mara Cerri da Pesaro...».

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