Concerti Magazine Venerdì 17 marzo 2006

Belzer, ti entra nell'orecchio


Toh, parliamo dei e viene a convegno qui da noi in redazione Giulio Belzer. È come dire che parli dei Bon Jovi e arriva John, no? (La battuta non è a caso... capirete).
Ho in mano il nuovo demo del gruppo genovese, il secondo, dal titolo Yuyin. Fonti certe confermano che il disco è all'orizzonte. Li abbiamo presi di anticipo, così se un giorno diventano famosi vi diremo: noi lo sapevamo!

Quattro tracce di un caro vecchio pop all'italiana, suonato bene, con un accento intimista. E se Yuyin vuol dire "quel suono che ti resta nell'orecchio quando l'hai sentito" (ah, la sintesi dei cinesi), c'hanno preso. Al secondo ascolto i ritornelli di Parla piano e Le differenze sono già di casa, con una voce - quella di Giulio - che ricorda quella di Raf, soprattutto nella seconda traccia.

Del progetto solista iniziale è rimasto il nome: «L'abbiamo tenuto perché tantissimi ci hanno detto che suona bene, a prescindere dal fatto che sia il mio cognome, un po' come Bon Jovi, ma non facciamo paragoni!», scherza Giulio. Oltre a lui (voce, chitarra e tastiere) la line up della band presenta Saverio Malaspina (batteria, già Blindosbarra e ora Meganoidi), Guido Bruzzone (basso) e Fabrizio Cosmi (chitarra solista). «Siamo un gruppo molto affiatato, con un bell'equilibrio e musicisti di grande valore».
I testi nascono da esperienze personali: «ma cerco di esprimerle in modo che tutti le possano capire e sentire proprie», dice Giulio, che scrive le liriche e compone una prima versione della musica. «Anche se - continua - in studio l'arrangiamento di gruppo le cambia parecchio». I brani sono costruiti in modo essenziale: strofa-ritornello-strofa-ritornello-finale. Senza tante evoluzioni, né con la voce né con la musica, i Belzer rendono una melodia orecchiabile e pulita.

All'inizio degli anni '90 Giulio inizia a suonare in una cover band dei Cure, il primo grande amore. Forti le influenze di Coldplay e Radiohead; Scisma e Bevegnù tra gli italiani.
Stanno pensando anche al primo video: «Parla piano potrebbe essere la canzone prescelta, mi piacerebbe fare un'animazione».

Intanto continuano a suonare dal vivo. L'anno scorso il gruppo ha superato le selezioni regionali di Arezzo wave e per un pelo non hanno sfiorato il botto. Il prossimo appuntamento è con la rassegna Lorca, al Logo Loco.

In attesa del primo long playing, i ragazzi si stanno impegnando per far sentire la propria musica: «È importantissimo per noi farci sentire, stiamo facendo il massimo». Good Luck.

Info
www.belzer.org

339 2419846

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