Magazine Martedì 7 marzo 2006

Aut aut

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Ciao Antonella,
ti scrivo più per avere delle conferme più che del conforto...
Mi chiamo Alex, sono di Genova, ho 34 anni e sono imprenditore. Sto da 8 anni con una ragazza di 30 appena compiuti. Anche lei è di Genova ed il nostro rapporto è sempre andato a gonfie vele: intesa, gusti, viaggi, sesso, amicizie. Lei abbastanza riservata e timida, io più spigliato ed espansivo, ma mai andato oltre (tradimenti, ecc. GIURO!). Insomma, la coppia che tutti considerano perfetta e con la quale piace trascorrere tempo insieme. Lei molto tradizionalista, famiglia, nipoti, progetti, ecc. Io più easy way, poi vediamo, sicuramente non impaurito, ma interessato a mandare avanti progetti più o meno importanti a cui lei oltretutto ha preso parte (non l'ho mai esclusa dalle mie cose... o per lo meno lo credevo), nella speranza di migliorare la mia e quindi la sua situazione (lei mi ammira per il coraggio e per la mia intraprendenza, anche se preferisce il lavoro dipendente e la sicurezza che esso le dà). Ammetto che nessuno dei due aveva mai approfondito discorsi di evoluzione del rapporto (non viviamo insieme), sposarsi ecc. anche se io sapevo che lei fosse intenzionata come tutte le donne di questa età a sposarsi, avere dei figli ecc. ecc.
Bene, arriva Dicembre ed un giorno, tra le lacrime, mi dice che con me non può avere un futuro, che a me non è mai interessato far evolvere il nostro rapporto, che i miei "ti amo" si contano sulla punta delle dita, che dopo un po' che uscivamo insieme le dissi "non posso amarti, non voglio legami..." - ero uscito da una storia turbolenta - insomma... crisi nera! Io un po' sorpreso - ma non troppo - da questa esternazione, mi trovo di sasso ed investito da una doccia a dir poco ghiacciata, soprattutto quando scopro che lei vorrebbe lasciarmi.
Passa una settimana e ci rivediamo: dopo 7 giorni in cui il mondo mi cade letteralmente addosso (lavoro zero, distrazione, sonno assente, delirio allucinogeno...) riprendo le redini della mia mente e del mio cuore e, reincontrandola, le comunico che c'è un enorme equivoco, che il mio amore per lei è sempre stato al top, che non voglio perderla, che è il momento di stare insieme sotto lo stesso tetto, che voglio costruire qualcosa che non sia un'altra partita iva (ammettendo quindi le mie colpe). Lei, stupita, mi dice che adesso è svuotata, confusa, alla deriva, che credeva che io le rispondessi "ti amo, ma non voglio le stesse cose che vuoi tu" e che quindi la nostra storia avrebbe avuto un tragico ma giusto epilogo... ed invece... dopo qualche giorno di casino decidiamo di passare le feste insieme, ma lei è distaccata, si vede che non è a suo agio, continua a vivere in un limbo di confusione... e quindi decidiamo di lasciar passare un po' di tempo senza vederci... così per calmare le acque.
Premetto che alla mia domanda "perché non mi hai mai chiarito certi desideri prima?" lei rispondeva "avevo paura di perderti". Nel frattempo chiariamo che non c'è un'altra persona (sai com'è, noi uomini pensiamo subito a quello invece di pensare alle cause veramente profonde...). Io nel frattempo sto lottando come un leone per farle capire che l'amo (con azioni e parole) e lei, quasi non riconoscendomi e quindi forse titubante, pur essendo ancora incasinata mentalmente, continua a chiamarmi, ascoltarmi, a metà tra la rabbia di vedermi come avrebbe sempre desiderato solo ora e la felicità di scoprire che non sono come aveva temuto per tanto tempo. La situazione quindi non è disperata, ci siamo calmati dopo i deliri dei primi giorni e la mente serena permette ragionamenti più tranquilli.
Rimane il fatto che lei è ancora bloccata e non riesce ad avere un rapporto sereno con me, per quanto sia felice quando ci vediamo/sentiamo... sicuramente va molto meglio rispetto a qualche settimana fa. Credo che non si debba passare troppo tempo in questo purgatorio, tu cosa credi? Io una soluzione ce l'ho, ma vorrei avere prima un tuo parere.
Ciao a presto Alex

Caro Alex,
sento che c’è qualcosa di sbagliato, qualcosa che non hai detto o non hai capito e quindi non hai potuto raccontarmi.
Non mi sembra possibile che in otto anni abbiate fatto soltanto progetti professionali. Anzi, diciamo che mi sembra possibile perché quando si è intrapresa una strada impegnativa il lavoro diventa totalizzante. Ma se è possibile e la tua ragazza capiva, perché se ne è uscita di colpo con un aut aut? E, se non capiva, perché ha aspettato otto anni? Per dirti, tra l’altro, che non si aspettava che cedessi.
Sei sicuro di conoscerla? E che lei ti conosca? Sei sicuro di voler scommettere – e non è un vocabolo a caso - sull’avvenire con una ragazza tanto imprevedibile benché, diciamo, a lunga scadenza?
Alex, c’è davvero qualcosa che non torna. Se una ragazza rischia l’aut aut con l’uomo che ama e lui cede, è felice. Se devo dirti sinceramente quello che sento, be', credo che lei volesse/voglia darci un taglio senza assumersene la responsabilità. Questo spiegherebbe la sua sorpresa di fronte alla tua resa senza condizioni. Lo so che tu la vedi in modo diverso e spero di sbagliare, ma non mi sento ottimista, a meno di qualche omissione volontaria o involontaria da parte tua.
Ti faccio tutti gli auguri del mondo… di riflettere bene prima di avventarti sulla preda che fugge (seconda ipotesi non da escludere, per altro, ma che continua a non spiegare il fatto che la preda non abbia fermato la sua corsa).
Ciao,
Antonella

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di Antonella Viale

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