Concerti Magazine Domenica 12 marzo 2006

Ducale sold out per la notte delle Dj

Nella foto in alto, da sinistra, Mizz Malik, Monica Electronica, Eva Pell.
In basso: Mizz Malik @ mentelocale café

Magazine - Genova. Sabato 11 marzo 2006: a Palazzo Ducale c’è aria di novità. Tutto è pronto per , la manifestazione dedicata alle donne che è già alla sua seconda edizione. Le ragazze che si preparano ai piatti sul palco allestito nello storico atrio del Ducale sono dj di fama mondiale: dagli Stati Uniti alla Francia, fino all’Olanda.
Donne e dj set: un mix che, da alcuni anni, non stupisce più. Sono molte le donne a livello internazionale che tirano tardi in discoteca ogni sera per lavoro, scegliendo i ritmi giusti e creando l’atmosfera.

Tocca a aprire la serata a mentelocale café, tra un aperitivo e l’altro. Lei è nata in Florida, ma ha origini liguri. Infatti proprio a Genova ha scelto di vivere e lavorare: «ho cominciato ad amare i vinili da bambina: avevo 9 anni. A Miami gli amici mi hanno fatto apprezzare la musica black, di cui ho subìto l’influenza», spiega questa ragazza, bionda e magra dall’accento americano. Quanti anni hai?, le chiedo, «sono "nei trenta"», risponde lei: un vezzo tipicamente femminile che, in una serata come questa, di certo non stona.
«Da tre anni faccio la dj per lavoro. Qui a Genova l’ambiente è essenzialmente maschile, ma tutti mi hanno incoraggiata. E poi non ha importanza il sesso: vorrei che la gente ascoltasse la mia musica», aggiunge, anche se «a volte il pubblico è affascinato dall’immagine del "dj donna". Insomma: l’apparenza purtroppo conta».
Il sound che Mizz Malik propone va dall'Hip Hop al Funk, fino all'afro cubano, «un “pesto” di ritmi non commerciali e ricercati». E allo studio Mizz Malik dedica le sue giornate: «vivo di notte, ricerco i vinili di giorno… spendo molto in dischi!».

Monica Electronica viene da Rotterdam, dove è una dj affermata: ha suonato dappertutto, ma è la prima volta che viene in Italia per lavoro. L’anno scorso ha inciso il suo primo disco e tra due mesi uscirà, sotto la sua personale etichetta, il secondo, "In famous Mud Club", un mix di ritmi elettronici e house.
Monica ha 27 anni e un sorriso solare. Essere dj per lei significa «vedere la musica da una prospettiva femminile. Anche il tocco di una donna sui piatti è diverso…». Ma di donne dj ce ne sono ancora poche: «Gli uomini spesso mi guardano stupiti, alcuni di loro addirittura mi fotografano mentre lavoro: c’è una grande attenzione nei confronti di questa nuova figura. Ma ciò che più conta per me è veder ballare la gente in discoteca sui miei dischi: tutti insieme, in un’atmosfera unica».
Monica in questi giorni ha fatto un giro nei locali genovesi: «sono andata al . La sala è un po’ piccola, ma mi è piaciuta la musica». Per la dj è Berlino ad aggiudicarsi il premio di “città della musica alternativa”: «i dj di tutto il mondo vanno a Berlino per suonare e conoscersi, creando un melting pop di musica. Anch’io ho suonato lì una volta».

Eva Pell viene da Parigi e fa la dj da circa sei anni: «Ho iniziato per caso. Collezionavo dischi ed ero una drogata del vinile. Ascoltavo musica rock, new age e andavo ai concerti. Ma non immaginavo che avrei fatto della mia passione un lavoro». Poi Eva fonda un gruppo rock, dove canta e sperimenta. Nel frattempo diventa giornalista e inizia una carriera in alcune riviste culturali francesi, come Liberation, curandone i supplementi monografici. Incontra molti colleghi giornalisti che, occupandosi di musica, ricevono numerosi dischi in regalo, «e questo mi è piaciuto: volevo riceverli anch’io!». Così Eva si trasferisce in Inghilterra dove, grazie ai rave, scopre la musica elettronica. Poi dall’Inghilterra al Belgio – dove è molto diffusa la new beat – e da lì a Detroit, dove Eva scopre l’acid house.
Tutte queste influenze hanno portato la dj a fare musica a modo suo: «scelgo i dischi e canto mentre sono ai piatti», spiega Eva, «oggi c’è l’abitudine ad una musica “robotica”. La mia, invece, è una musica mentale: mi piace adattare il dj set all’ambiente in cui mi trovo, proprio come fa un cuoco in cucina».
Francesca Perrazzelli e Vittorio Della Casa, organizzatori della Notte Rosa genovese, hanno conosciuto Eva – che, tra l’altro è anche organizzatrice di eventi culturali in Francia – grazie al gemellaggio tra Genova e Lille, capitali della cultura nel 2004.

Ad esibirsi alla Notte Rosa c’è anche un gruppo di vj, le Katrinets, con la loro video arte. L’approccio di queste ragazze alla musica non è solo tecnologico, ma un mix artistico e poetico.
E, per finire, ecco che spunta l’unico uomo della serata: lui è vj Dave the Vicious, da Dijon, che seleziona un mix di immagini, «proprio come il dj fa con i dischi». Il suo lavoro si svolge in genere in discoteca, ma anche sui muri delle città o nei musei di arte contemporanea, oppure nel corso dei festival musicali in giro per il mondo. E per una serata come è quella genovese, Dave ha scelto un "Hot mix": «si tratta di sexy clip che esaltano la bellezza. Nulla di volgare, ovviamente: ho solo voluto esprimere quella che è la sensualità dal mio punto di vista».
Ma come ci si sente ad essere l’unico uomo fra tante donne dj? «Per me non può che essere un grande onore».

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