Magazine Domenica 12 marzo 2006

Gli esperimenti di Matteo B. Bianchi

Nella foto, la copertina del libro

Magazine - Vallo a capire il cuore. Seguirne le inclinazioni significa, a volte, affrontare situazioni inaspettate e del tutto nuove. E allora bisogna rischiarsela, "sperimentare" ciò che la vita offre: ne varrà senz’altro la pena. Questo il messaggio che lancia nel suo nuovo libro “Esperimenti di felicità provvisoria” (Baldini Castoldi Dalai editore, 295 pagine, 18.50 Euro). Quattro personaggi, quattro vite che, intrecciandosi, mutano il destino l’una dell’altra.
Mao è in crisi: la sua ragazza l’ha lasciato e lui non ha voglia di uscire di casa. E proprio all’interno del suo appartamento avverrà l’incontro con la persona che gli cambierà la vita. Elvis è un giovane pubblicitario. Il suo compagno ha perso la vita in un incidente stradale e lui non riesce a dimenticarlo. Valentina è una scrittrice di successo. La sua vita è fatta di incontri con i suoi lettori e di quel pizzico di mondanità che la trasforma in una piccola celebrità agli occhi di chi le sta accanto. Una storia d’amore che non va e la decisione di cambiare città e vita. Marco, infine, si divide tra la redazione della sua fanzine e la passione per il mondo patinato delle celebrità.

Dialoghi scritti con la naturalezza tipica del linguaggio quotidiano, storie di persone comuni affiancate a personaggi naif. Matteo B. Bianchi non dimentica il realismo “giocando”, al contempo, con i suoi personaggi. Il tema della omosessualità, che fa da fil rouge tra le vicende dei personaggi del romanzo, è affrontato in modo originale e interessante: può un omosessuale innamorarsi di una donna? E può accadere il contrario? E se un eterosessuale scopre di amare un uomo? È l’autore stesso a rispondere:
«È ciò che io chiamo “fluttuazione sessuale”. Significa provare esperienze nuove, eccezioni che sono semplicemente un modo per sperimentare. Ma vale la pena di viverle. Io stesso ho raccolto le confidenze di amici che hanno vissuto storie come quelle che racconto nel libro. Non significa mutare la propria natura e non sono scelte che si compiono a cuor leggero».

Ma davvero la felicità può essere solo provvisoria?
«In genere il cinema e la letteratura ci raccontano di amori eterni, con un lieto fine assicurato. Io, invece, so bene che le relazioni sono spesso complicate. Ma questo non è un buon motivo per non viverle. La felicità eterna è un’utopia».

Il personaggio di Valentina, scrittrice di successo, ti permette di descrivere un mondo che tu conosci bene…
«In realtà in tutti i personaggi c'è qualcosa di me: sono uno scrittore, ma sono stato anche un pubblicitario. E adoro il mondo delle fanzine.
In questo modo ho dato credibilità ai miei personaggi. Come Valentina, anch’io non potrei fare a meno del contatto con il pubblico, che mi permette di uscire dalla dimensione “autistica” tipica dello scrittore.

Il tuo modo di scrivere i dialoghi è colloquiale e vicino a quello della vita reale. Perché hai fatto questa scelta?
«Si tratta di una ricerca personale del tutto voluta e che spesso mi è stata contestata. Non utilizzo termini ricercati e non mi piace la “finzione letteraria”. I miei personaggi parlano come la gente che si incontra per strada. Questo piace ai giovani, ma non solo. Quando scrivo non penso ad un target di lettori, e ho scoperto di avere ammiratori anche tra le persone anziane. Addirittura ho ricevuto una mail da un prete!».

Il libro è anche un viaggio nel mondo omosessuale. In particolare descrivi la notte milanese, fatta di locali e di incontri ai mercati generali. Esistono davvero queste realtà?
«Certo. È un mondo a parte, una città nella città che molti non conoscono. Alcuni tra i locali che cito esistono davvero, altri sono inventati. Anche questo fa parte di un gioco che unisce realtà e finzione».

Matteo B. Bianchi sarà, mercoledì 15 marzo alle 18, alla Fnac di via XX Settembre per presentare il suo libro.

Entra nel blog di Matteo B. Bianchi:
www.matteobblog.splinder.com

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