Un reality 'Tricche e ballacche' - Magazine

Attualità Magazine Venerdì 10 marzo 2006

Un reality 'Tricche e ballacche'

Magazine - Leggi le altre notizie dal mondo della TV su di Maria Claudia Rampiconi

E TRICCHE E BALLACCHE: IL REALITY NON C’È PIÙ

Tanto vale ammetterlo. arranca. Sì, insomma... non ce la fa. E dire che la Marcuzzi è bravissima e ce la mette davvero tutta a far girare tutto al meglio.
E dire che giovedì 2 marzo si prospettava un agevole successo: l’ammiraglia Mediaset si scontra in prima serata con Sanremo, un programma ormai alle cozze che tutti noi chiediamo a gran voce di (non me ne vogliano gli amatissimi lettori liguri, ma forse l’unica soluzione è indire un referendum abrogativo).
Niente da fare: ha vinto Sanremo e questa la dice lunga sullo stato del papà di tutti i reality: la formula GF ha stancato, bisogna riconoscerlo (mentre lo scrivo una lacrima mi riga la guancia: la fine del reality è anche la mia...).

Ha talmente stancato che io stessa non mi strappo più i capelli se il mio futuro sposo, per farmi la classica sorpresona dell’innamorato, programma una cenetta romantica al giovedì sera. In altri tempi mi sarei incatenata alla maniglia della porta sbraitando isterica. Ha talmente stancato che, a volte, preferisco la Fattoria di Barbara D’Urso. Se non altro, con il tormentone delle cammellate inventate da Orlando Portento, marito della concorrente genovese Angela Cavagna, ha dato al programma quel qualcosa in più che proprio non riuscirei a scorgere in altro modo.
Insomma, il GF ha talmente stancato che Buona Domenica dedica ai “ragazzi” molto più spazio del solito, inscenando psicodrammi di vario genere, e speculando sulle personalità variopinte dei reclusi con una profondità tale da far impallidire un Paolo Crepet qualsiasi all’ennesima comparsata da Vespa.

Il tutto per mantenere vivo l’interesse per questo reality in piena crisi esistenziale. La qual crisi è anche il motivo per cui ogni sabato pomeriggio, dopo la diretta di Amici (ovvio), va in onda questo "
Pazzi per il reality", formattino da due soldi che stramaledico settimanalmente per essersi sostituito con vergognosa prepotenza ai miei adorati film anni ’80 del pre-festivo di Canale 5.
A mandare avanti la baracca troviamo la Roberta Capua di sempre (non bastava ritrovarsela per 5 ore alla domenica a giocare alla Paola Barale dei poveri), circondata da uno stuolo di opinionisti di elevato valore: Alessandro Ristagno (Libero), Michela Rocco di Torrepadula (in Mentana), (che ultimamente presenzia anche al seratone domenicale di Amici, con esiti francamente dubbi) e una scintillante Katia Pedrotti (insomma, la moglie di Ascanio del GF 4).

Nelle due ore di programma, si passa da un filmato sul Grande Fratello a uno sulla Fattoria, e si mettono sul tappeto questioni scottanti come “Man Lo ci è o ci fa?”, “Quante calorie introduce giornalmente Franco?”, “Quale stilista veste la signora D’Urso?”, “La Ricciarelli ha veramente preso 500.000 Euro per partecipare al programma?”, “La Fabiani ha una sorella o un fratello normale, in famiglia?”.
Come capirete, la tentazione di restare incollati allo schermo è molto forte, ma con indomita volontà cerco di resistere leggendo un buon libro o l’ultimo numero di Vanity Fair, con i suoi fantastici indovinelli sugli intrighi del jet set internazionale.
Resta il fatto che ormai di GF è pieno il palinsesto. Si mormora che Costanzo stia pensando a una lista di collocamento obbligatoria per schedare gli ex-reclusi che approfittano del suo contenitore domenicale per mettersi in mostra e far sentire i telespettatori dei completi imbecilli per non averci provato.

Resta anche il fatto che la povera Capua (già infinitamente provata dalla convivenza forzata con Luca Giurato a Uno mattina di qualche anno fa) sembra un pesce fuor d’acqua: lei, così elegante e riservata, che si ritrova a dover cavalcare la turbolenta ondata tsunamica del reality in via d’estinzione.
Un flop contenuto, ma pur sempre un floppettino che rischia in poco tempo di riguardare anche gli altri reality. La stessa Fattoria, se non fosse stato per lo sguaiato fenomeno Tricche e ballacche, non avrebbe fatto parlare molto di sé: il linguaggio infantile e compiaciuto della D’Urso e le manie da primadonna della Ricciarelli stanno condizionando pesantemente il gioco. Che, ricordiamolo, è bello finché dura poco.
È l’agonia del reality?

Maria Claudia Rampiconi

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