Magazine Martedì 7 marzo 2006

Ho voglia di Federico Moccia

Magazine - La copertina promette bene, l’autore pure. La storia non deve essere male, almeno a quanto sento dire.
Sto parlando del secondo libro di Federico Moccia, Ho voglia di te (edizioni Feltrinelli) che dovrebbe essere il sequel di Tre metri sopra il cielo.
Uso il condizionale perché in questo nuovo lavoro l’autore perde molto della freschezza che l’ha portato al successo: arrivare alla fine degli 80 capitoli del libro non è proprio una passeggiata.

Tornano le vicende, sentimentali e meno, di Step, rimasto senza la sua Babi. Il ragazzo, alla ricerca di stabilità, torna a Roma dopo due anni passati in America. Qui ritrova i vecchi compagni di botte e la sua scritta sui muri: "Io e te tre metri sopra il cielo". Il padre gli trova lavoro come grafico in uno studio televisivo ma, sebbene ci provi, non riesce ad evitare i guai. Così, tra scazzottate e fughe in moto, il nostro "eroe" incappa nuovamente nell’amore.
Questa volta lei si chiama Ginevra, Gin per gli amici. Fra trucchi per non pagare palestre, vestiti e ristoranti, i due s’innamorano cambiando l’uno la vita dell’altro. Finalmente Step si sente libero dal fantasma di Babi, ma è veramente così? No, perché lei è lì, nell’ombra, pronta a riprendersi la sua rivincita con lo scopo ben preciso di far soffrire l’ex, rovinargli la vita e privarlo della ritrovata felicità.

A grandi linee queste sono le vicende di Ho voglia di te. Si parla nuovamente di tradimento, di senso d’inadeguatezza, di come i ragazzi cercano d’uscire dalle proprie vite, dai propri problemi agendo, nel 99% dei casi, senza ragionare.
Tra i ricordi di Pollo e le tentazioni di Step nei confronti di Pallina la vita scorre e i ragazzi crescono. Come toccherà anche al nostro eroe che, affrontando la madre, vedrà il mondo con occhi nuovi liberandosi di quella rabbia che lo contraddistingue già dal primo libro.

Gli tornerà la voglia di mettere il suo cuore in gioco. Scrivere nuovamente sui muri. Per riconquistare Gin. Step non ha più un passato che lo tormenta, non ha più dubbi, ha solo una "voglia": essere felice con la sua lei.
"Ho voglia di te" è una frase di speranza nel futuro, scritta davanti alla casa di Gin. Basterà?

di Annamaria Giuliani

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