Magazine Martedì 7 marzo 2006

Spunti per uscire dalla 'singletudine'

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Cara Antonella,
sto seguendo con curiosità il tema della "singletudine" e mi ha colpita la lettera di Marco che azzarda una certa "regionalità" quale causa di questa difficoltà nei rapporti uomini-donne. Mi ha colpita che, a far questa osservazione, sia stato proprio un uomo perché alla soglia dei 30 anni ho preso atto che questa regionalità esiste eccome: il ligure è ben più chiuso rispetto ad un bolognese, romano o milanese tanto per fare degli esempi. Io questo l'ho notato negli anni perché sono di origine siciliana e da sempre osservo una forte differenza nel modo di accostarsi alle ragazze da parte di un meridionale piuttosto che di un ligure. Siamo sinceri e riconosciamo che in altre città se si va da sole in un locale è molto più facile fare delle amicizie o essere corteggiate, mentre ormai a Genova se questo avviene nella stragrande maggioranza dei casi è ad opera di ragazzi che non sono proprio liguri al 100%! e se, all'inizio forti della nostra "emancipazione", non ci poniamo il problema di fare il primo passo, con il tempo questo non lo facciamo più, primo perché il rischio di essere etichettate quali leggere purtroppo è sempre attuale e poi perché, francamente, alle donne piace essere oggetto di corteggiamento e fare sempre la predatrice non dà più soddisfazioni!
Per cui cari ragazzi genovesi, datevi una bella svegliata e fatevi avanti, che non crolla il mondo se vi sentite arrivare un rifiuto, o a noi ragazze ci toccherà emigrare per non rischiare di restare zitelle a vita!
Stefania

Sei speciale
Quante volte mi sono sentita ripetere queste due parole... Alla fine sono arrivata ad odiarle, chi mi conosce mi definisce così: speciale, amabile, divertente, intelligente, dolcissima, molto carina, insomma queste sono alcune delle mie caratteristiche. Vengo vista da tutti come la ragazza perfetta, eppure a quasi 30 anni non ho avuto una vera storia d'amore, problemi personali mi hanno portato poi ad avere un disperato bisogno d'amore e così mi ritrovo a frequentare uomini che non amo, e che non amerò mai solo perché ho bisogno di coccole e di un po' d'affetto.
Stento a riconoscermi non so più chi sono, ma è possibile che la mia disperata voglia d'amore mi stia portando ad essere così diversa da come sono in realtà?
Ormai ho smesso di credere nell'amore, o meglio credo che esista, ma solo per gli altri e non per me. Probabilmente dovrei smettere di cercarlo e aspettare che lui trovi me, ma se sono cosi speciale perché sono single?? Perché tutti mi vogliono bene e soprattutto perché non esiste un uomo che abbia voglia di qualcosa di serio ed importante?
Che faccio?? Continuo a sperare o butto la spugna?

Care ragazze/i,
come vedete continua il dibattito sulla singletudine e i due sessi sembrano temporaneamente uniti in un sforzo comune per trovare, se non soluzioni, almeno alcune delle cause. Oggi preferisco lasciare parlare voi, pubblicando due delle lettere che ho ricevuto e che mi sembrano a loro modo emblematiche. Senza la pretesa di inventare un forum di discussione, mi fa piacere dare voce a lettrici e lettori. Mi limito a un paio di commenti: Stefania è spiritosa e pone l’accento su un tratto dei liguri piuttosto noto, ma oggi stiamo lavorando per costruire in armonia una società multietnica, quindi temo che le regionalità siano fuori tempo massimo. Spiace, non bisogna più farci caso e, direi, escludiamo senza pietà chi ancora cade negli stereotipi sottolineati da Stefania. È gente fuori dal mondo, che ve ne fareste? Casomai ringraziate gli dèi che vi avvertono in tempo.

Quanto al secondo messaggio ho tre elementi di riflessione da proporre a sei speciale: per favore comincia con l’ammettere semplicemente che non ami essere sola, non è mica un difetto o una tara ereditaria. E fatti una ragione delle tue discutibili scelte, oggi le donne possono permettersi di divertirsi e basta. Vissute così, queste avventure potrebbero diventare più leggere. Poi tieni conto dell’orologio biologico che, implacabile, comincia a ticchettare e dai la colpa a lui, com’è probabile che sia. Ti riconoscerai di nuovo e saprai di avere voglia di maternità. Infine sì, aspetta, è il consiglio che non smetterò di ripetere. Meno stress, più fiducia, più sicurezza e lui ti cadrà addosso, non potrai non riconoscerlo.

Quindicenne e Alex: come sapete rispondo alla posta in ordine cronologico. Alex dovrà aspettare ancora una settimana. Quindicenne: comportati alla vecchia maniera. Non corrergli dietro. Se ti ama e si mette con un’altra vorrà dimostrarti qualcosa di strano e contorto che non deve interessarti. Se ti ama davvero, la molla e correrà lui. Tu non muoverti, non mandargli messaggi attraverso amiche o amici, non dare segnali. Lo saluti, gli sorridi e aspetti. Se non cambia, non ti ama abbastanza.
Auguri a tutte/i,
Antonella

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di Antonella Viale

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