Josef: parliamo di politica - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 6 marzo 2006

Josef: parliamo di politica

Magazine - Aveva ragione la mia direttrice! Del resto, se una persona ne dirige altre, si presuppone che abbia capacità maggiori (smettetela di ridere: lo so anche io che non è quasi mai così...) o, quanto meno, che abbia dalla propria l’esperienza, dote di apparente ed assoluta democraticità, che ha però il difetto di essere attribuibile in modo arbitrario.
Non vorrei dilungarmi su un concetto astratto e meno che mai vorrei essere frainteso, anche perchè tengo famiglia e, come ben sapete, più che nutrita. La mia direttrice aveva ragione nel sostenere che ci sarebbe da ridere giudicando la campagna elettorale che si sta svolgendo in Italia, ed infatti sono bastati pochi giorni per rendermene conto, peccato che non sembrano in molti ad averlo metabolizzato.

Una prima considerazione che sorge spontanea è ovviamente riferita ai due principali contendenti che, per chi si fosse messo in collegamento solo adesso e li avesse sentiti reciprocamente insultarsi e minacciarsi, non sono due bulletti di periferia pronti a scazzottarsi per stabilire il ruolo di capobanda, bensì due attempati signori che sembra non abbiano capito che agli anziani il vestito di “Rambo” risulta fuori taglia.
Capisco che la consuetudine renda se non proprio ciechi, quanto meno distratti, ma garantisco che la situazione osservata da una qualsiasi angolazione diversa (sarebbe sufficiente consultare la stampa internazionale) risulta ridicola. Ancor più comico il ruolo dei vari portavoce, tra ufficiali ed autonominati ne hanno un esercito a testa, che tra rispedire al mittente gli insulti altrui, ed il tentativo di recapitarne di propri, assumono toni e fattezze di acide zitelle o, se preferite, di scorbutici scapoloni con problemi di continenza.

Che se uno immaginasse di diventare così da vecchio, presumibilmente da giovane userebbe ogni tipo di droga nella speranza di allontanare i fantasmi di un declino lessicale e culturale. Cazzo! Ho usato la parola droga in un contesto non consentito, speriamo non mi sottopongano a misure ristrettive quali il sequestro del passaporto anche perché, prima o dopo, vorrei riabbracciare la mia famiglia (ho un po’ di scetticismo sulla reciprocità volitiva).
Un’altra calamità che colpisce i potenziali elettori in questo periodo è legata ai numeri: cazzo, cazzo, cazzo, cazzo. I numeri sono sinceri, lo impariamo fin da piccoli che non tradiscono, non potete voi per biechi interessi stravolgere la logica. Non è ammissibile che ogni qual volta si affrontino individui di schieramenti opposti cominci la battaglia delle cifre.

Può capitare una volta che ci siano discordanze, forse due, al limite anche tre, ma è inaccettabile che non ci sia una volta, nemmeno una volta che le cifre collimino. Voi prendete in giro la gente ed avete anche la sfacciataggine di andarlo a fare nelle loro case, invadendo i loro salotti, ogni sera, con i vostri vuoti di parole che usate ora in modo criptico, ora in modo subliminale, ed altro non aggiungo perché sarò anche stato una spia, ma ero e resto una persona educata.
La mia direttrice ha ragione, soprattutto quando aggiunge che non c’è proprio niente da ridere.
A presto

Andrea Comparini aka Josef

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