Concerti Magazine Venerdì 24 febbraio 2006

Q: folktronica d'autore

è un giovane veterano della scena genovese. Non ancora trentenne ha già fatto un miliardo di cose, tra cui (leggo nella sua bio): fondare i , collaborare con alcuni dei protagonisti musicali della città (, , tra gli altri), diventare dj sotto il nome di Tesla B, remixare brani di gruppi come , Boosta, , , .
Oggi, Filippo "Filo" Quaglia aka Q, è pronto per un nuovo progetto: un duo elettro-acustico che strizza l'occhio alla canzone d'autore. Sabato 25 febbraio 2006, dalle 22.30 presso il , presenterà in anteprima parte di un lavoro che dovrebbe uscire il prossimo autunno. Alzo la cornetta e lo chiamo.

«È iniziato tutto in cameretta -dice- suonando la chitarra su una base di elettronica abbastanza scassata». Chi è l'altra metà del duo? «Suba, ex bassista dei Topi Muschiati, che lavora sulle tracce al computer in tempo reale». Il risultato è un live set con l'aggiunta dell'elemento acustico e la voce di Q. Chi sono i riferimenti in questo ambito? «Il nome che viene utilizzato in genere è , rappresentato da gruppi come Bright Eyes, Electric President e dalla casa discografica ».

In questi giorni Q sta iniziando a registrare gli elementi musicali che comporranno il disco; il titolo sarà probabilmente Le proprietà elastiche del vetro e conterrà una decina di tracce: «Oltre alla chitarra, stiamo incidendo con alcuni collaboratori che suonano altri strumenti, come violoncelli e vibrafoni». Non è escluso che in futuro la formazione live si allarghi.
Parliamo del lato cantautoriale. Qui Q ha le idee chiare: «Quello che ascolto di più, e che mi sembra più vicino a me per il suo ermetismo, è Francesco De Gregori».

Filippo suona da tanti anni, da molto prima che i computer diventassero così importanti per la musica. Cosa è cambiato da allora? «Le possibilità di fare musica sono aumentate notevolmente -dice- il che ha comportato un abbassamento dei prezzi; prima registrare in studio aveva costi proibitivi. C'è il rischio che si abbassi la qualità di alcuni prodotti, ma la scelta è molto più varia: oggi si possono sentire cose che qualche anno fa non sarebbero nate».

Sfatiamo un luogo comune. Usando il computer c'è il rischio di perdere abilità musicali e nel live? «Direi di no - risponde - suonare questi nuovi strumenti tecnologici è tanto complicato quanto quelli tradizionali, a volte anche di più».
Tu che la conosci bene dal punto di vista musicale, mi dai un parere su Genova? «Negli ultimi anni sono aumentate le realtà interessanti, penso a En Roco, Tarick1, Numero6, Paper Bags, Ex Otago, che è uno dei miei gruppi preferiti. Al contrario, mi sembra ci sia meno interesse per i live, meno spazi disponibili».
Segno in agendina per il prossimo autunno: chiamare Q, uscita nuovo disco.

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