Magazine Mercoledì 22 febbraio 2006

Passione e campi di grano

ha già raccontato, su mentelocale.it com’è nato il suo romanzo, scritto con Gian Paolo Tonini, . Ha detto anche di che cosa parla e chi sono i protagonisti: ricercatori, manager, scienziati e giornalisti, ma soprattutto giovani uomini e donne che si dibattono, tra una sponda e l’altra degli USA, fra carriera e amore. Io che l’ho appena letto, pur non avvezzo a questo genere letterario, devo dire che mi ha coinvolto e mi è piaciuto. Il libro sarà presentato venerdì 24 febbraio 2006 alle ore 18.00, alla Fnac di via Venti Settembre. Sarà presente, con gli autori, Alessandro Cassinis del Secolo XIX.

Amore ed OGM, dicevamo. Se poi aggiungiamo il vento e il grano ecco che abbiamo un impasto perfetto per involarci nell’avventura di oggi e di sempre; allora via col vento e…domani è un altro giorno. Nel romanzo non c’è sullo sfondo la guerra di secessione americana, come nel succitato Gone with the wind, ma la guerra finanziaria e scientifica per il controllo della produzione del grano, quindi della farina e del pane: l’alimento principe, divenuto il simbolo del sostentamento alimentare degli abitanti della Terra.

Nella storia troviamo uno speedy bread, un pane veloce, un OGM, e quale argomento più universale per affrontare un romanzo? Forse ancora Pane, amore e fantasia? Il libro racconta di due coppie che, attraverso intrecci vari, arrivano a ricomporre una storia con risvolti gialli e tanta suspence.
Gli autori Gian Paolo Tonini e Adriana Albini, biologi e insieme appassionati di letteratura e scrittori, con lusinghieri risultati - premi per poesia e narrativa - in questa opera tralasciano l’esercizio letterario per una scrittura funzionale al racconto: stringata e incalzante.

Gli argomenti che tratta il libro, al di là de ‘il mistero chiamato amore’ (con queste parole si chiude la storia), sono molti e interessanti; essenzialmente di grande attualità: a rimarcarlo sono anche le date in cui si snoda il racconto che vanno dal 12 ottobre 2005 al 16 maggio 2007. Per questo, avrei qualche domanda da fare agli autori: mangiamo già delle sigle tipo WT333 (la pianta OGM del libro)? O almeno potrebbe essere già successo, quello che si racconta nel libro, senza che noi ne sappiamo niente? Bisogna avere fiducia negli OGM? Questa biotecnologia, sfamerà davvero il mondo? Infine, l’alter ego di Adriana penso è la giornalista genovese Stefania Serra, ma potrebbe essere anche Louise Donovan, la manager spietata? Chi è, invece, quello di Tonini? Forse il ricercatore governativo Daniel O’Neil? Nel frattempo divertitevi a leggerlo.

Giorgio Boratto
di Giorgio Boratto

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