Weekend Magazine Domenica 18 febbraio 2001

Il mistero del Santo Volto

Magazine - Lo sapevate che la chiesa di San Bartolomeo degli Armeni custodisce una reliquia considerata per tutto il primo millennio dell’era cristiana l’unico ritratto del Redentore?

Non fosse per l’inscrizione in latino sul portale, susciterebbe sorpresa già il fatto di trovare una chiesa dentro l’edificio al numero 2 di piazza San Bartolomeo degli Armeni, piccolo slargo sul lato mare di corso Armellini.
Alla parete sinistra ecco la reliquia, popolarmente detta “Santo Sudario”. Niente a che vedere con la Sindone, benché la tradizione voglia che l’immagine impressa sia il viso di Cristo: si tratta di un ritratto dipinto con tempera “a uovo” (tecnica impiegata già nell’antico Egitto) su lino, che gli studi condotti negli ultimi decenni del ‘900 hanno definitivamente permesso di datare all’età imperiale.

Nessuna tecnologia, però, potrà mai accertare se il volto effigiato sia davvero quello del Redentore: qui la scienza deve lasciare spazio alla fede, riallacciandosi a un passo del Vangelo di San Giovanni.
Qui si legge che un giorno alcuni greci chiesero all’apostolo Filippo di incontrare il Messia. Una tradizione tramandata fin dai primi secoli dell’era cristiana li vuole inviati da Abgar V, sovrano di Edessa (oggi Urfa, nella Turchia meridionale): tra loro anche un pittore, incaricato di eseguire un ritratto di Cristo.

Si deve attendere il IV secolo per trovare i primi scritti relativi alla reliquia, che rimase a Edessa fino al 944, quando l’imperatore Costantino VIII ne negoziò con l’emiro locale il trasferimento a Costantinopoli, tuttora celebrato dalla liturgia bizantina.
Tre secoli più tardi, il Santo Volto fu collocato nel prezioso ornato in filigrana di argento e oro che gli fa da cornice: un vero e proprio capolavoro d’oreficeria, con i lati scanditi da dieci formelle a sbalzo che illustrano la storia del ritratto fino al trionfale arrivo a Costantinopoli.
Verso la metà del XIV secolo, l’avanzata turca costrinse l’imperatore Giovanni V a chiedere l’intervento militare della Repubblica di Genova, che inviò un contingente al comando del capitano Leonardo Montaldo. Non è chiaro se questi ottenne il Santo Volto in dono dal monarca bizantino o se lo pretese come compenso per l’aiuto prestato: fatto sta che nel 1362 la reliquia fu trasportata a Genova, e ventidue anni più tardi lo stesso Montaldo, divenuto doge, la donò alla chiesa di San Bartolomeo, fondata all’inizio del secolo da un gruppo di monaci armeni.
Il Santo Volto vi avrebbe trovato la sua sistemazione definitiva; nel 1507 fu trafugato dalle truppe francesi, ma i buoni uffici di ambasciatori e banchieri genovesi presso la corte di Luigi XII ne consentirono il recupero nel giro di pochi mesi.

Lorenzo Marsano

Oggi al cinema

Il deserto rosso Di Michelangelo Antonioni Drammatico Italia, 1964 A Ravenna, ridotta a deserto industriale, una giovane borghese nevrotica, moglie di un ingegnere, cerca vanamente un equilibrio, si fa un amante e vaga senza trovare soluzione alla sua crisi.  Guarda la scheda del film