Via dal Sudamerica - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 20 febbraio 2006

Via dal Sudamerica

Magazine - Ho momentaneamente interrotto il mio viaggio in Sudamerica. Preciso che il “momentaneamente” andrebbe preso con le pinze in quanto, da lungo tempo, ho imparato a non fare programmi né a medio, né a lungo termine. In realtà la mia natura tende al sincronismo ed alla precisione (non mi è mai capitato di rendere mogli vedove per errore e non ho mai fatto ritardare funerali stabiliti, se pur non previsti dai protagonisti), ma svolgendo un’attività in un settore in cui la flessibilità risulta endemica, mi sono dovuto adeguare.
Confidavo che il nuovo lavoro mi regalasse una maggiore tranquillità invece, pur ammettendo che fino ad oggi nessuno mi ha sparato addosso, devo prendere atto che per rilassarmi dovrò aspettare di passare a miglior vita, ovviamente senza nessuna fretta.

Tanto per dare un’idea, ieri mattina, aprendo la posta elettronica, ho letto il messaggio della direttrice di Mentelocale, che poi sarebbe il soggetto che mi gonfia di dollari (l’unica moneta che per me abbia un senso compiuto) e che per questo motivo si sente autorizzata ad utilizzare il sottoscritto come una pallina da flipper: “Ho annullato il tuo volo per la Colombia sostituendolo con uno per l’Italia. Ti voglio qui perché tra meno di due mesi ci saranno le elezioni e ci sarebbe da farsi un sacco di ghignate, peccato che non ci sia proprio nulla da ridere. La Colombia sarà per un’altra volta. A proposito: non posso nemmeno mandarti a casa per un paio di giorni, ci vediamo presto”.
Il primo istinto è stato quello di provare la capacità di sospensione in aria del mio portatile. Tra l’altro la finestra spalancata mi lanciava ammiccanti occhiate, quindi ho deciso di spegnere i miei bollori sotto il getto di una doccia troppo umida per regalare un vero refrigerio. Ora, mentre sorvolo l’oceano, rimugino sulla perfidia della direttrice. Già, le donne. Eppure dovrei conoscerle avendone sposate quattro.

Ho sempre odiato i periodi elettorali. In fase di contratto glielo avevo sottolineato: non sopporto il mare di bugie che si raccontano. Mi aveva garantito che non me le avrebbe MAI fatte seguire, mi fanno rimpiangere le dittature dove il vincitore si conosce con largo anticipo: bene diamoci la mano, affare fatto.
Guarda qui che affare! Così cinica da impedirmi una visita a casa. Eppure lo sa benissimo che dovrei chiarire l’equivoco nato in Brasile con le quattro cospiratrici (fossero solo quattro, mi sa che anche le figlie sono della partita, speriamo in Jasmine, almeno per ora che ha i denti da latte). Certo, potrei sempre dimettermi, ma a quel punto a Beirut ci dovrei tornare per restare, il ristorante di famiglia è aperto 365 giorni all’anno, e quella xkykykx lo sa benissimo che l’odore di fritto mi rende malinconico, per cui mi dovrò adeguare. Fossi in voi, però, non farei troppa ironia, perché tra le cazzate di un ministro uscente e quelle di un aspirante entrante, di quelle che dirò io non se ne sarebbe sentita la mancanza.

Andrea Comparini aka Josef

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