Magazine Venerdì 17 febbraio 2006

La ronda del dispiacere

«Sento puzza di clandestini!», esclama il ciccione entrando nel bar. Insieme a lui ci sono due energumeni dall’aria truce, che sogghignano e non vedono l’ora di menare le mani.

Nel silenzio generale, il ciccione scruta il locale in cerca di una preda. Si avvicina al tavolo di Rachid e Mohamed e attacca: «Signori, per cortesia, favorite i vostri permessi di soggiorno».

Rachid finisce la birra e risponde: «Mi spiace, signore. L’ho dimenticato a casa».

«Anch’io», si accoda Mohamed. «Ma voi chi siete?».

Il ciccione esibisce un distintivo che potrebbe essere quello delle Giovani Marmotte e rivela: «Controllo Organizzato Globale e Legittimo degli Immigrati Orientato alla Necessaria Intimidazione. Se non avete il permesso con voi, signori, devo chiedervi di seguirci fuori».

«Col cavolo!», sbotta Mohamed. «Noi da qui non ci muoviamo. Mica siete la polizia».

Il ciccione dà via libera agli energumeni: «Prendeteli!» Rachid afferra la bottiglietta di birra e la tira contro il più robusto dei due. L’uomo schiva il colpo spostandosi di lato. Il rumore della vetrata che si infrange alle sue spalle provoca un mezzo infarto al padrone del bar, un vecchio smilzo e nervoso.

«Delinquenti!», strilla. «Se volete ammazzarvi fatelo fuori di qui».

«Andiamo!», grida il ciccione uscendo per primo. Uno degli energumeni vorrebbe portarsi dietro una sedia, ma il vecchio non è d'accordo. L’altro afferra un massiccio portacenere di porcellana e lo nasconde sotto la giacca. A mezzanotte la strada è deserta e abbastanza spaziosa per una rissa coi fiocchi. Mohamed va giù al primo round, colpito e affondato dal portacenere. Pieno di rabbia, Rachid si lancia contro il ciccione – il più abbordabile dei tre – tempestandolo di pugni, mentre gli energumeni infieriscono su Mohamed.

Non ci vuole molto perché un rumore di sirene spiegate attutisca quello dello scontro. La volante arriva a tutta velocità, ma scivola sulla materia cerebrale di Mohamed sparsa per terra e si disintegra contro un muro. La gazzella dei Carabinieri la segue a ruota e, per evitare il tamponamento, finisce dentro la vetrina del bar. La macchina della guardia di finanza è l'ultima a giungere sul posto e, in uno spettacolare testacoda, va prima a sbattere contro la gazzella e poi contro la volante. L'ambulanza chiamata per soccorrere il vecchio agonizzante e il furgoncino di Real TV completano una frittata sognata a lungo dai carrozzieri della zona.

Gli altri, anziché scappare, continuano a darsele di santa ragione, fino all'intervento delle forze dell'ordine sopravvissute alla frittata. La polizia fa pulizia e gli energumeni e il ciccione finiscono ammanettati dentro ciò che rimane della volante. Rachid invece riesce a scappare. Il poliziotto lo insegue, proprio mentre il passaggio a livello in fondo alla strada si sta chiudendo. Il marocchino salta le sbarre come fossero la staccionata dell'olio Cuore e scompare nella notte. Il poliziotto inciampa, ma si rialza subito. Attraversa i binari in contemporanea con il pendolino e scompare in direzione La Spezia Pisa Grosseto Roma.

Sfuggito alla cattura, Rachid torna a casa. «Sento puzza di clandestini!», esclama avanzando nell’ingresso. Il permesso di soggiorno è dove lo aveva lasciato, sul tavolo della cucina, ma di chi è il cappotto scuro appeso vicino a quello della moglie? E la maglia nera gettata sulla poltrona? E la camicia, le scarpe, i jeans, i calzini e… i boxer?

Rachid si precipita in camera e trova la moglie a letto con il senegalese del piano di sopra. «Amina, cosa stai facendo!».

«Scusa, Rachid, ma tu lavori tutto il giorno, a casa non ci sei mai e io mi sento sola».

Rachid torna in cucina. Tira un pugno sul tavolo. E un calcio alla sedia. «Sono in regola da dieci giorni», pensa, «e ’sti clandestini mi stanno già sulle palle!».

Raccoglie il permesso di soggiorno ed esce in strada a cercare il ciccione.

Marco Vallarino

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di Daniele Miggino

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