Antonello Venditti docet - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 15 febbraio 2006

Antonello Venditti docet

Magazine - «Pronto? Oh ciao Maria! … come due biglietti per un anteprima al cinema?... uhm… cosa?!? Noooo daiiii, mi sa di boiata… chi è il regista? Ah beh… allora è una boiata sul serio!...quando?... va bene, va bene… sì… ciao!»

Giovedì (scorso!) sera.
A Milano fa talmente freddo che mi si congelano pure i pensieri. Nell’immediato, quelli di riuscire a mangiare un boccone prima dell’inizio del film e di non morire assiderata, cercando di raggiungere a piedi l’ingresso di un mega iper maxi multisala in periferia, dopo che un autobus a lombrico mi ha abbandonato in mezzo al nulla.

Nella hall di questo iper coso la temperatura è tropicale. L’unica cosa che rimedio nel marasma di quattro piani tutto compreso, sono una scodella di nachos con salsa messicana e un’irrinunciabile bottiglia – salva papille gustative - d’acqua. Siamo in ritardo, il film comincia tra 10 minuti, non c’è tempo per null’altro.
La sala è gremita, il pubblico variegato.
Del film che sto per vedere conosco il titolo, Notte prima degli esami, che tra gli attori ci sono il poliedrico Giorgio Faletti e un’omonima, Cristiana Capotondi, con un viso da bambola incorniciato da un’invidiabile testa di ricci. Mi sono documentata: il regista è tale Fausto Brizzi, sceneggiatore tra gli altri di The Clan, Christmas in Love e Natale a Miami, In India, Sul Nilo…
Improvvisamente buio in sala.

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.


Quando si riaccendono le luci, è un applauso spontaneo quello che parte dal pubblico. Sto applaudendo anch’io, un applauso lungo ed emozionato per una pellicola che credo abbia stupito un po’ tutti, i ragazzini che probabilmente si aspettavano le risate al sapore di panettone degli ormai classici film di natale e gli over 30 che nei mitici anni ’80 avevano più o meno l’età dei protagonisti.

Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.


Nell’estate del 1989, quando il film è stato ambientato, io avevo 13 anni e la mia notte prima degli esami era il preludio agli esami di terza media, il confine tra l’adolescenza e il mondo dei fratelli grandi delle amiche di scuola, quelli con i motorini e la spensieratezza dei loro sedici anni.
I grandi, «l’ultima generazione senza telefonini», come afferma il regista in un passo del comunicato stampa, «inconsapevoli di essere alla fine di un decennio bizzarro, gli anni ‘80».

Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?

Brizzi racconta in realtà esclusivamente poco più di una quindicina di giorni, la vita di un gruppo di amici ad un passo dall’ esame di maturità. 15 giorni che forse non cambieranno le loro vite, ma che vedranno il mondo, anche il loro, cambiare e parecchio con l’imminente caduta del Muro di Berlino, la fine dello yuppismo, l’ultimo scudetto dell’Inter, …

Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamme e di papà col biberon in mano,
notte di nonni alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.


15 giorni nella vita di Luca, Claudia, Massi, Alice, Simona , Riccardo, Valentina e Chicca. 15 giorni nella vita di un professore che è padre incapace di ascoltare due figli inquieti, che è ancora figlio di un’adorabile Valeria Fabrizi e pure annoiato ex, marito, sessantottino e pure adolescente! 15 giorni di cazzeggio, vendetta, figure di merda, sospiri, sofferenza e cuori spezzati.

Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra


15 giorni in cui confrontarsi con i grandi, i genitori troppo impegnati o quella carogna ma forse no, del professore di lettere significa imparare qualcosa di più anche di se stessi. Poco importa se il futuro sarà l’Università, l’eco-terrorismo, una vita da casalinga disperata o una nidiata di bambini, due cani e una Duna, la notte prima degli esami che Brizzi racconta in maniera delicata e mai banale, è quel momento, quel attimo magico in cui puoi essere e scegliere di diventare quello che vuoi. Oltre quel attimo c’è la vita dei grandi: altri sogni, altre storie, stessa vita. Ma chi se lo aspetterebbe mai?!?

Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore


, musica e testo di Antonello Venditti

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