Dalla cronaca la Butterfly - Magazine

Teatro Magazine Teatro Carlo Felice Martedì 14 febbraio 2006

Dalla cronaca la Butterfly

In alto la locandina originale dell'opera

Magazine - «Cinico tenente di marina americano di passaggio in Giappone seduce geisha 15enne. Poi se ne va e torna tre anni dopo con vera moglie. La geisha gli consegna il bimbo che aveva avuto da lui e si uccide, nello spirito della miglior tradizione di famiglia».

Forse è proprio così che andrebbe raccontata la storia di Madama Butterfly, capolavoro di Giacomo Puccini (Lucca 1858 – Bruxelles 1924), che va in scena al Teatro Carlo Felice per la Stagione d’Opera da giovedì 16 febbraio (ore 20.30; repliche il 18, 19, 21 e il 26 febbraio ore 15.30; il 22, 23 e 25 alle 20.30; in aprile il 22, 27 e 29).

Ma chi era Puccini, e com’era arrivato, un giovane musicista toscano, a parlarci con tale perfezione del Giappone? Come riesce a mettere in scena il conflitto tra due culture completamente diverse, a dipingere il percorso psicologico di Butterfly, dall’amore all’ingenuità, al dubbio e infine al dolore e alla morte?

La storia comincia all’inizio del secolo scorso, quando il compositore (estate 1900), tra una prova e l’altra di Tosca, assiste a Londra alla rappresentazione della Madama Butterfly dell'americano David Belasco, a sua volta liberamente tratto dall’omonimo racconto di John Luther Long (che si basa su fatti realmente accaduti).
Affascinato dalla triste vicenda umana della protagonista e dall'ambientazione esotica nell'estremo Oriente, in voga negli ambienti letterari e teatrali di fine Ottocento, Puccini decide di cominciare a comporre la sua Butterfly, rivestendola di musica ricca di ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati. Una musica che si fa spesso trasparente, riducendosi quasi ad un filo, esile come la vita della protagonista. Ma c’è anche spazio per la sanguigna cantabilità pucciniana, tipica delle sue eroine, e per continui riferimenti a La mer di Debussy, che il compositore aveva ascoltato a Parigi rimanendone soggiogato.

Il Giappone dunque, terra di incanti e di misteri, ma più in generale il fascino dell'Oriente, che cominciava ad influenzare la cultura europea, soprattutto nei salotti dell'alta borghesia e negli ambienti artistici. In fondo nel 1900 ci sono già i primi aerei, e Puccini si rompe entrambe le gambe in incidenti d’auto, macinando centinaia di chilometri per andare in giro per il mondo ad ascoltare, assimilare, rielaborare.
La cornice orientale e gli impulsi culturali esterni influenzarono radicalmente i suoi gusti, ed egli compì un laborioso lavoro di ricerca e documentazione su musiche e strumenti giapponesi, prima di scrivere Butterfly. Per la recitazione, seguì i preziosi consigli della famosa attrice teatrale Sada Jacco, mentre per le scene e l'ambientazione si fece guidare dalla moglie dell'ambasciatore giapponese in Italia.

Se tutto questo vi interessa, si svolge per una decina di giorni al Carlo Felice: vi aspettano il direttore Daniel Oren e la regista Renata Scotto, ma soprattutto la musica di Puccini. Una musica che in fondo parla solo di un uomo che si prende gioco di un’adolescente ingenua: ma Butterfly possiederà sempre, grazie a lui, il raro dono di prendere per mano e commuovere il pubblico di tutto il mondo.



Teatro Carlo Felice
Giovedì 16 febbraio 2006, ore 20.30
Madama Butterfly
Tragedia giapponese in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica Giacomo Puccini
Direttore Daniel Oren
Regia Renata Scotto
Scene e costumi Beni Montresor
Allestimento del Teatro Carlo Felice

Biglietti da € 32 a € 100, giovani da € 22 a € 28.

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