Concerti Magazine Venerdì 25 novembre 2005

Biogora: oltre il crossover

Bene, bene. Mesi fa vi abbiamo proposto l'intervista a uno dei gruppi più energetici di Genova: i Biogora. Dopo aver scavalcato le mura della città (hanno partecipato al concerto del Primo Maggio), il loro scopo è continuare a far musica. Quale miglior modo che sfornare un album? Da mercoledì 15 febbraio 2006 è in vendita Sheep, la loro ultima fatica. Per l'occasione vi riproponiamo l'intervista al gruppo di Michele Savino

Leggi le altre notizie dal mondo della musica su o

Il vostro nuovo lavoro s'intitola Sheep. Chi sono le pecore?
Drooper: «Il titolo dell'album è una presa di coscienza nei confronti di un target di persone che sentono di appartenere ad un determinato contesto (può essere sia un centro sociale che una discoteca) ma vi aderiscono per comodità. Non è un'accusa al conformismo, perché chi si professa anticonformista ricade nello stesso sistema che crede di criticare. L'appartenenza, dicevo, è più una questione di comodo, che una scelta fatta in base a dei principi, senza che questo denoti necessariamente malafede né cattiveria».

Dato che questo è il filo conduttore del disco, vi va di parlare dei testi?
Drooper: «Non tutti i brani trattano il tema dell'omologazione: non è un concept. I testi sono molto diretti ed ogni testo focalizza un punto di vista, è il frutto di sensazioni comuni: aspettative, rancori, problemi sul lavoro - specialmente con il mio datore di lavoro» (ride).

E la musica?
Luis: «Il primo nucleo dei Biogora comprendeva solo me e Drooper. Le musiche dei brani più vecchi sono state composte da noi e poi arrangiate assieme ai musicisti che si sono uniti al nostro progetto. Per quanto riguarda le canzoni più recenti, si tratta di un lavoro d'equipe: ognuno porta le sue idee in saletta e poi le sviluppiamo tutti assieme».

Quali sono i vostri gruppi di riferimento?
Luis: «I Deftones, che possiamo ricordare per certe atmosfere».
Kekko: «Io ascolto molta musica orientale».
Drooper: «Faith No More, Downset, Senser, il primo disco dei Korn, Sepultura, Soulfly e...gli Abba».

Gli Abba?
Drooper: «Si, si, non sto scherzando...li ritengo dei grandissimi arrangiatori».

Domanda delicata: qual è il vostro rapporto con la scena musicale genovese?
Drooper: «Mah, Genova è una città dalla mentalità ristretta, dove i giovani vogliono suonare ma quando si tratta di fare qualcosa la devono fare gli altri. Sono tutti pronti a lamentarsi di quello che manca ma nessuno crea qualcosa di nuovo».

Ma ci sarà qualche gruppo con cui vi siete trovati in sintonia...
Kekko: «Sì, ci sono i White Ash, 2 Novembre, Matheria, Schism, Toxic Picnic, Sacradis, Sadist: speriamo di non averne dimenticato nessuno e se così fosse ci scusiamo!».

Quali sono le vostre aspettative per il futuro?
Luis: «Fare della musica il nostro lavoro».
Drooper: «E poterne vivere serenamente».
Kekko: «Ringraziamo Genovatune, tutti quelli che ci hanno fatto suonare e tutti quelli che credono nel progetto Biogora. Non si tratta solo di un gruppo, ma di un vero e proprio progetto e anche se probabilmente i miei compagni non saranno d'accordo io lo ritengo come un impresa. Gli sbattimenti sono gli stessi».

Michele Savino

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Anni ruggenti Di Luigi Zampa Commedia Italia Guarda la scheda del film