Museo Biblioteca dell’Attore - Magazine

Teatro Magazine Domenica 18 febbraio 2001

Museo Biblioteca dell’Attore

Magazine - Museo Biblioteca dell’Attore
Villetta Serra
Viale IV Novembre 3
Genova
tel. 010 586681
sito: www.provincia.genova.it/mbda

La mia prima volta a Villetta Serra è stata nei panni di perfetta turista.
“Mi scusi Piazza Corvetto?” E poi più su e quasi davanti al cancello “Sa indicarmi per il Museo dell’attore?”, dico io. “Quale Museo?” mi risponde la ragazza che scende dal viale. Eppure fatti pochi passi il cancello era già lì e bastava suonare sotto la targa.
Una volta dentro i frequentatori silenziosi sono numerosi e tutti intenti alle loro carte. A farmi da Cicerone, Alessandro Tinterri che mi mostra le piccole stanze ben tenute, le foto, i bozzetti, le miniature di scenografie storiche che incontriamo lungo il percorso, mentre mi parla dei bellissimi costumi del Fondo Adelaide Ristori, che per ovvie ragioni di spazio sono custoditi altrove. Poco dopo presentandomi a Teresa Viziano mi mostra il suo bel libro "Il palcoscenico di Adelaide Ristori" uno studio molto accurato su un raro documento (redatto a mano) che parla di trentadue spettacoli di repertorio della Drammatica Compagnia Italiana, che per l’appunto la Ristori dirigeva, in cui, anche se solo in foto, è possibile rendersi conto della ricchezza dei costumi appena descrittimi.
Il museo nasce nel 1966 quando Ida Fontana, vedova di Guido Salvini, affida al Teatro Stabile di Genova (diretto da Ivo Chiesa e Luigi Squarzina) quanto era in suo possesso delle carte, libri, cimeli della famiglia Salvini. L’anno successivo segna l’arrivo dell’importante e vasto Fondo Adelaide Ristori che porterà subito alla realizzazione di una mostra nelle Sale Apollinee del Teatro la Fenice di Venezia in occasione del XXVI Festival Internazionale del Teatro di Prosa. Nel 1976 il Museo si costituisce in Fondazione i cui soci sono Comune di Genova, Provincia di Genova, Camera di Commercio di Genova e Teatro Stabile di Genova. La prima sede del Museo Biblioteca è in alcuni locali di piazza Marsala poi negli anni '80 arriva il momento della consegna di Villetta Serra, che completamente restaurata viene inaugurata nel maggio dell'82. La storia del Museo Biblioteca prosegue tra mostre, acquisizioni, convegni, lasciti, e pubblicazioni. I fondi oggi presenti sono 37 (a parte i già citati Ristori e Salvini, basterà qui menzionare il Fondo Ruggero Ruggeri, Fondo Lamberto Picasso, Fondo Sergio Tofano e Fondo Silvio D’amico) e coprono le arti sceniche italiane tra Otto e Novecento, in una raccolta di cimeli e documenti considerata tra le più ricche d'Italia. La biblioteca, specializzata sul teatro e sul cinema possiede circa 40.000 volumi di cui molti in lingue straniere, circa 300 riviste e periodici in italiano e in altre lingue e un consistente patrimonio iconografico fatto di oltre 60 mila pezzi tra foto, negativi, stampe e bozzetti, ecc. I mobili e gli arredi dello studio di Tommaso Salvini occupano un'intera stanza-museo. Altro notevole cimelio è l'ottocentesco Teatrino di Marionette di Rissone: donato da Checco Rissone e Emi De Sica è un esemplare unico in Europa completo di corredo di scenari (38 scene articolate in fondali e quinte), mobilio, attrezzeria, 91 marionette, una ricca sartoria, una trentina di copioni tra cui uno che risale al 1824.
L'inesauribile tesoro archiviato in questa villetta, nel 2000 si è ulteriormente arricchito attraverso l'acquisizione del Fondo Eduardo Lelio che fu direttore di importanti compagnie come quelle di Stoppa e Visconti, di quest'ultimo sono presenti copioni e registrazioni originali dei suoi spettacoli. Tra le pubblicazioni del Museo Biblioteca del 2000, oltre al già menzionato studio della Viziano sulla Ristori, val la pena di menzionare sempre della Viziano "Omaggio a Lina Volonghi" e, a cura di Maria Ida Biggi, il catalogo "Gianni Polidori, scenografo e pittore, 1923-1992", che ha accompagnato la mostra del famoso scenografo (curata da Alessandro Tinterri)che ha girato fino a pochi giorni fa per i teatri genovesi.
Come dice un opuscolo che circolava per i teatri qualche anno fa, "Il Museo Biblioteca dell'Attore è la casa del teatro di ieri, il luogo della memoria ritrovata, attraverso le tracce che il teatro lascia dietro di sé, dove attori e spettatori tornano ad incontrarsi. Ricordare il teatro di ieri serve a capire meglio il teatro di oggi e a immaginare il teatro di domani."
Con questo, che a noi pare un augurio e un invito, lascio a voi la scelta di scoprire il tesoro della vostra città, che bramereste di vedere se solo fosse a 500 kilometri di distanza, ...ché quello che è a portata di mano non fa mai notizia.

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