Magazine Venerdì 10 febbraio 2006

Storia di un innocente milionario

Una storia che parla di sogni, d’amore e di come la politica e i soldi spesso rovinino tutto. Così si potrebbe riassumere Un innocente milionario, il libro di Stephen Vizinczey pubblicato per la prima volta nel 1983 e che ha conquistato lettori di paesi europei e non.
Mark Niven, figlio di un attore che gira il mondo in cerca di lavoro, sogna di diventare ricco senza però danneggiare nessuno.
Nei suoi viaggi scopre la storia di Josè Francisco de San Martìn – liberatore di Argentina, Cile e Perù – comandante della nave Flora, inabissatasi nelle acque caraibiche nel 1820 con un favoloso carico di dobloni e lingotti d’oro.
Mark capisce che quello sarà il suo tesoro e per conquistarlo farà di tutto. Ma con il tempo quello che sembrava un innocente sogno da bambini diventerà facilmente un’ossessione.

Passata l’adolescenza tra mille peripezie – diventa un ricercato, viene attaccato da uno squalo, dei mafiosi cercano d’ucciderlo – non smette di cercare e di approfondire le sue conoscenze sulla storia della Flora e dell’inestimabile tesoro che portava con sè.
Una volta adulto raggiunge il suo scopo, ma la ricchezza si dimostra più facile da trovare che da mantenere. Lo stato chiede la sua parte di tasse sul ritrovamento, un fasullo mercante d’arte cerca di portargli via tutto il possibile, passano gli anni ed il suo unico sostegno è la giovane donna sposata, Marianne Hardwick che, almeno con il pensiero, non abbandonerà mai il suo giovane amante.

Ma Marianne non riuscirà mai ad abbandonare la solida posizione sociale, e solo a parole riuscirà ad esprimere i suoi desideri, senza però realizzarli mai.
D’altra parte Mark è troppo giovane per poter capire e colmare le esigenze della donna. La dimostrazione di questo legame, che definirei "malato" nei continui distacchi e litigi tra i due per motivazioni spesso insignificanti.

Il libro descrive molto bene la corruzione economica e politica del Sudamerica, che impedisce al singolo di conquistarsi il proprio spazio nella società e quindi nel mondo.
La tenacia con cui Mark continua le ricerche e non cede alle intimidazioni è ammirevole e rende il lettore emotivamente coinvolto dagli eventi.
In più punti del libro, purtroppo, si riescono ad intuire i successivi sviluppi della storia, che ad ogni modo è scritta molto bene: non è un caso che Vizinczey sia stato paragonato più volte a scrittori come Balzac.
In 550 pagine si racchiude una storia affascinante che lascia spazio all’immaginazione e manifesta come i veri valori a cui far riferimento non siano ricchezza e fama, ma l’amore per le cose semplici. Come raggiungere un sogno in fondo al mare.
di Annamaria Giuliani

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