Concerti Magazine Teatro Carlo Felice Venerdì 10 febbraio 2006

Il lunedì la cultura è alla GOG

Magazine - Al lunedì sera a Genova c’è sempre un evento culturale di grande interesse e importanza, che ruota intorno alla musica classica. Si passa allegramente dai compositori fiamminghi del Quattrocento a Mozart, da Luciano Berio a Beethoven, cercando sempre di trovare un “filo rosso” che coinvolga lo spettatore. Succede tutto al Teatro Carlo Felice, dalle 21 in poi, grazie alla stagione che organizza la , Giovine Orchestra Genovese, storica società di concerti genovese, nata nel 1912, che con garbo richiama ogni anno in città i migliori musicisti del mondo.

Lunedì prossimo, lunedì 13 febbraio, è di scena un giovane pianista genovese, tra i più promettenti a livello nazionale e internazionale: il ventottenne , insieme con il , una delle formazioni cameristiche più premiate nel mondo concertistico e discografico degli ultimi cinque anni -ore 21. Il concerto fa parte dei consueti lunedì sera della stagione musicale della . Il programma prevede il Quintetto per pianoforte e quartetto d’archi di Dmitrij Šostakovic e, senza Bacchetti, il Quartetto per archi op. 135 di Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 – Vienna 1827), e il Quartetto per archi n. 2 di Zemlinsky.

Sebbene di epoche e territori culturali assai diversi, i tre brani musicali sono in realtà molto più legati di quanto potrebbe sembrare. È come se, dopo l’op. 135 (ultimo quartetto scritto da un Beethoven, completamente sordo), il tempo si fosse fermato ad aspettare che qualcuno capisse per davvero cosa cercava di dire Beethoven, all’umanità, ma anche a sé stesso, quando i suoi unici incontri erano rimasti quelli con i libri di Kant. In molti hanno cercato di esprimere a parole quello che forse solo l’ascolto musicale degli ultimi cinque quartetti beethoveniani può comunicare: musica quanto mai enigmatica, ma di disarmante semplicità; c’è chi ha fatto il paragone con l’Amleto shakespeariano e chi con il Paradiso dantesco, ma dovevano passare molti decenni perché qualcuno raccogliesse quell’eredità di suoni. Quel qualcuno era Šostakovic (San Pietroburgo 1906 – 1975), che forma la sua complessa e affascinante personalità nel clima incandescente della rivoluzione sovietica, ponendosi come uno dei massimi artefici della musica contemporanea, riuscendo a rielaborare drammaticamente le tensioni politiche e l’eredità dei suoi musicisti preferiti, primo fra tutti Beethoven.

Alexander von Zemlinsky (Vienna 1871 – New York 1942) è stato uno dei più genuini e affascinanti testimoni del tardoromanticismo viennese, ovvero di ciò che, in musica, faceva seguito a Brahms, Wagner e Wolf. Ma, a differenza del cognato (e illustre collega) Schönberg (al quale per certo periodo diede lezione), il suo sguardo, anche nella produzione più matura, si rivolse sempre con una certa nostalgia ai grandi del passato. Proprio Schönberg, commentandone la scomparsa, disse: “Credo che sia stato un grande compositore, e che il suo tempo verrà prima di quanto possiamo pensare”, elogiandone la sua “naturale, spontanea ed evidente grandezza”. Stravinsky, nel 1964, l’aveva definito il miglior direttore d’orchestra che avesse mai ascoltato.



Giovine Orchestra Genovese – Stagione Artistica 2005/2006
Lunedì 13 febbraio 2006 – Teatro Carlo Felice – ore 21.00
Andrea Bacchetti, pianoforte
Quartetto Pražák
L.v. Beethoven – Quartetto op. 135
A.v. Zemlinsky – Quartetto n. 2
D. Šostakovic – Quintetto per pianoforte e quartetto d’archi

Biglietti da € 15 a € 25, giovani € 10

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