Magazine Venerdì 27 gennaio 2006

Muratore e le fiabe

Mercoledì 8 febbraio Marino Muratore, scrittore ma anche operatore dei servizi sociali del Comune di Genova, insieme ad Antonella Spada (Ufficio Attività Economiche ed Internazionali - Cooperazione Internazionale, Comune di Genova), interverrà sul tema "Una fiaba per cooperare", narrazione e multimedialità: elementi di comunicazione sociale, all'interno della presentazione del libro e del CD "Il Fisarmonicista stonato". Il 25 febbraio alle 10.30, invece, sarà alla Feltrinelli, con l'illustratrice Paola Bellati, per presentare e raccontare ai bambini Il Fisarmonicista stonato e la sua storia più recente Il cavallo di cioccolata, di cui vi proponiamo di seguito la nostra recensione.


Nelle il c’era una volta spesso coincide con qualcuno che si mangia o minaccia di mangiarsi il/la bambino/a protagonista. Così in Capuccetto Rosso fa il lupo, così in Hansel e Gretel vorrebbe fare la nonnina-strega, così succede in tutte le storie con gli orchi e gli uomini neri. La fame, poi, fa compiere le azioni più snaturate ai genitori come abbandonare i più piccoli al loro destino (in Hansel e Gretel). Qualche altra volta, si tratti di famiglie umane o animali, la minaccia di un lupo fa da monito a cuccioli troppo vivaci e un poco disubbidienti, come nella favola di Grimm Il lupo e i sette capretti.

Ne Il cavallo di cioccolata (Campanotto editore, 2005), un nuovo libro di Marino Muratore, patrocinato dall'UNICEF, (già e di ), i ruoli classici vengono ribaltati ed è il bambino protagonista, senza nome, che si divora qualcun altro. Nella fattispecie un cavallino magico venuto a fargli compagnia, tutto di cioccolata. “E così il bambino se lo mangiò in un boccone”.

Il bambino è uno di quelli simpatici e dispettosi, avverte l'autore, che il cavallino è forse venuto ad educare. Ogni notte il pony nero si presenta nella stanza fino a destare l’attenzione e certo un po’ la paura del bimbo. Poi però, almeno nei primi due incontri, finisce che il cavallino perde un pezzo (il muso, una gamba) e il bimbo, scoprendo che è di cioccolata, non esita a mangiare “l’intero pony” con un clamoroso mal di pancia a seguire. La terza notte finalmente sortisce un incontro più interessante. Il fragoroso mal di stomaco, infatti, non dà tregua al piccoletto, deciso questa volta a trattare il pony con delicatezza e a non mangiarne neanche un pezzettino. Da qui comincia la storia a due, tra bimbo e pony, sulla via di viaggi degni di un tappeto volante, in un galoppo notturno sulle ali della fantasia e di antiche storie di paesi lontani.

Con una tecnica mista che usa disegno (a pastelli) e collage, Paola Bellati illustra la favola giustapponendo scenari fantastici ad altri più facilmente riconoscibili, orientaleggianti o dal sapore veneziano completo di ponti, case assediate dall’acqua e maschere di carnevale che fanno capolino da una gondola o da una bancarella del mercato (ricordandoci che il suo maestro è stato Luzzati).

Completo di notizie biografiche su autore e illustratrice (il che è raro e fa paicere), il volume si conclude su tre intense tavole che ripropongono, ma ingraditi, alcuni particolari delle illustrazioni principali.

Il cavallo di cioccolata, testo di Marino Muratore, illustrazioni di Paola Bellati, Campanotto Editore, 2005, Eu 7,50

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