Magazine Lunedì 6 febbraio 2006

Le fate di Bruna Magi

Magazine - “La parola fata deriva dal’antico Faunoe o Fatuoe, nella mitologia greca e latina indicava la compagna del fauno, era una creatura capace di predire il futuro. Però il termine potrebbe anche derivare da fatica, che nel medioevo significava donna selvatica, cioè creatura dei boschi e delle acque, o anche dell’aria”.

No, questa non è una lezione sul mondo del fantasy, ma ciò che Virginia Stein racconta ad una bambina che ama fate ed elfi. Virginia è la protagonista di Fate e streghe sono fra noi? (Pentafoglio), il nuovo libro di Bruna Magi. Giornalista, opinionista di Libero, critico cinematografico di Gioia e scrittrice, Magi ha una vera e propria passione per le “fate buone” che vivono, però, nel mondo di oggi, in bilico tra la cronaca dei giorni nostri e le antiche leggende: «La magia che viaggia fianco a fianco alla tecnologia più avanzata. L'evasione nel fantastico per allontanarci un po' da una realtà che ci schiaccia, ci soffoca: superpoteri per dominare il male, le paure, le sconfitte», scrive l'autrice .

Cos’è il Pentafoglio? È l’antisfiga per eccellenza. Un quadrifoglio con cinque petali invece che quattro: praticamente introvabile. Ma il Pentafoglio è anche il nome che cinque amiche hanno dato alle loro riunioni da giovani liceali. C’è Francesca, che a poco più di trent'anni diverrà il primo direttore donna di un famoso quotidiano, poi Cecilia, che ama la moda e le avventure sentimentali, Rosa, aspirante attrice, e Marella, che dalla vita vuole soltanto un marito.
E infine c’è Virginia, che diventerà una famosa psicologa e che insegnerà alle amiche tutto ciò che sa sulle fate e sul loro mondo, lei che ha una vera e propria passione per tutto ciò che è "fantastico". «E proprio al mondo della magia ho dedicato i primi due libri della trilogia - - che termina con Fate e streghe sono fra noi?».

Sembra, però, che la vita delle cinque ragazze sia fin troppo simile a quella delle protagoniste delle molte serie televisive tutte al femminile: da Streghe a Sex and the city, fino alle recenti casalinghe disperate. Ingredienti principali? Uomini, successo ed emancipazione. Una moda, questa, che sembra attrarre un numero sempre maggiore di scrittori. E che forse sta diventando esagerata. Le lettrici, d'altra parte, in queste figure per la verità poco realistiche amano riconoscersi.

Attorno alle protagoniste del libro ruota la realtà dell’Italia di oggi e «la tristezza dei nostri anni», aggiunge la Magi, «tempi tristi e non lusinghieri». Sentito è anche il tema del bene contrapposto al male, tanto che il personaggio negativo del libro, la psicologa Manfreda Bezura, si rivelerà una vera e propria strega cattiva, che emana un “odoraccio di muffa stantìa”.
La Magi-giornalista non può dimenticare le mille difficoltà che una donna deve affrontare per fare carriera in un mondo ancora fortemente maschilista: «Francesca, però, diventa il primo direttore donna di una testata importante. Una speranza per tutte le lavoratrici che puntano in alto». Ma gli uomini del libro non sono tutti “brutti e cattivi”: alcuni di loro si assumono le proprie responsabilità e si innamorano, pure. Immancabile l'happy end.

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