Magazine Lunedì 6 febbraio 2006

Le trentenni del 2006

, ragazza giuliano-veneta ma milanese per domicilio e studi, non sapeva che, presentando il suo primo libro, , appena uscito da il sabato pomeriggio, alla prima edizione di avrebbe trovato nella folta platea il vostro cronista mondano prediletto (io, ) e si sarebbe dovuta sottoporre alla consueta mia .
Pensate che la cosa l’abbia turbata o sorpresa o altro del genere? Rispondo io per voi, gentilissimi amici miei e non della ventura: no, per niente e per null’affatto. Giorgia ha conversato con il garbo di una in (in Italia si chiama purtroppo Giovani, carini e disoccupati!) e l’arguzia di una dei nostri tempi piperni.

Come tutti voi sapete, Irene Brin scriveva, tra l’altro, su e i 13 racconti brevi - l’aggettivo non è inutile, gentile preside e mio implicit reader Antonio Silva. Proliferano infatti raccolte di racconti lunghi, quasi romanzetti abortiti. Un’altra eccezione commendevole, de qua postea, è La virgola nell’orologio, pubblicata a Milano da con Effigie.
Ora, cosa c’entra una potenziale 102enne come la Brin con Giorgia, che ha a stento un terzo di quell’età? C’entra, perché Brin e Giorgia sono convinte che Der liebe Gott steckt im Detail (sarebbe: il buon Dio si cela nel dettaglio). Le ragazze single, almeno quelle come Giorgia - e quindi dotate di classe innata, studenti d’ingegeneria al , en t’èl nòss Milàn, frequentano e, se raccontano, costuiscono le storie a partire dai particolari che l’occhio imbesughito dalla televisione non coglie più. Esempi? Una scarpa di , una borsa di , però anche un giro da .

Oltre a queste griffe, nel libro ci sono però anche storie molto credibili, scritte in un bell’italiano esatto e rapido, che avrebbe letto con la sua instancabile curiosità. Giorgia Lovisotto ha anche la non così frequente capacità di inventarsi bei titoli: a parte quello del libro, ecco alcuni dei racconti: Il mio nuovo fidanzato immaginario (tra i prediletti dal suo editore, il grande ), Non chiamarmi più sul cellulare (la frase incubo di ogni vitellone cascamorto che si rispetti: e forse il mio racconto prediletto), Una giornata senza vento ideale per un cocktail all’aperto o un matrimonio (il mio titolo, quello del romanzo che, state tranquilli, non scriverò mai).

Siccome il vostro cronista prediletto, voi lo sapete, è cattolicissimo, devoto di S. S. Benedetto Decimosesto Giuseppe e anche hidalgo y gentilhombre de la , durante la piacevole intervista non si è affrontato il tema che intitola il libro e solletica voialtri maliziosi: ma Giorgia Lovisotto è la , cioè la italiana? Nemmeno per sogno. Lei si dichiara orgogliosamente adepta della americana e ne rispetta norme, canoni, leggi e leggine.
Ma dentro ai racconti infila ardue citazioni dal , trae dall’ombra Keira Knightley come Keats fece con Fanny Brawne secondo e insomma si mostra giovanissima esperta di pastiche, così come lo ha definito una volta per tutte .

Serve altro? Ah sì, la vostra è di certo sullo stato civile di Giorgia. Bòn, se volete conoscere la mia impressione, non avete che richiedermela per mail e, siccome siete voi a chiederla, la offro a titolo gratuito. Prima, però, leggete ben bene il libro, cosa che io ho fatto non soltanto per voi, ma per il mio personale diletto e sollazzo.

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di Giovanni Choukhadarian

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