Concerti Magazine Venerdì 3 febbraio 2006

Savalas: un pentolone di generi

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Artista: Savalas
Sito ufficiale: www.savalasrock.tk
Titolo demo: Hotdog For Frank

1) It's Magic
2) Lucy
3) The Dog Song
4) Will Be Too Late
5) Revolution At The Liceum

Interessante, stimolante e davvero "forte" questo demo dei Savalas, intitolato Hotdog For Frank.
Il quintetto che mi appresto a recensire esegue un tipo di musica che definirei “curiosa”, nel senso che suscita curiosità il fatto che non si riesca ad associarli a un genere preciso, prendendo a prestito tipologie sonore e soluzioni strumentali davvero ovunque. Ed è ancora più piacevole poter affermare che lo fanno in modo valido e con parecchio gusto.

Possiamo trovare elementi derivanti dal rock, dal punk-rock e dal prog-rock per sfociare in parti più cross-over, qualcosa di pazzo che mi ricorda i geniali Primus del pop di stampo british. Potrei continuare per ore!
La prima traccia potrebbe trarre in inganno sul restante lavoro. It’s magic è cantabile e orecchiabile in brevissimo tempo. Un mid-tempo cadenzato con ampi spazi a melodie clean.
Con Lucy il discorso cambia e siamo più in territorio cross-over con influenze prog e funky che tirano parecchio, specie quando le chitarre divengono più incisive accostandosi ai classici accordi punk. Piacevole l’ascolto del mini-solo chitarristico.

Terminato questo è l’ora di ascoltare The dog song che, dopo un inizio fatto di stop & go, sfocia in belle melodie, ricercate e mai noiose. A metà brano siamo invasi dalla psichedelia e dalle stesse parti melodiche precedenti, che ci accompagneranno fino alla fine dove la sovrapposizione di una seconda voce getta le “spezie” sul brano!

Ma le vere spezie arrivano con questo quarto brano dal titolo Will be too late, dove si respira aria molto orientaleggiante specialmente nel solo e nelle parti iniziali. Forse il brano più bello e particolare del demo proposto.
Revolution at the liceum chiude il disco. Ed è in questa traccia che mi tornano alla mente i Primus, specialmente nelle parti non aperte.

Che dire: complimenti vivissimi, perché è davvero un bel lavoro. Penso che la voce sia particolare, anche se qualche volta si avverte un senso di mancanza ai piani più alti della scala musicale. Ma con l’esercizio si ovvia a tutto. Nel complesso gli strumenti costituiscono un valido amalgama e il risultato finale è più che buono. Ancora qualche accorgimento e credo che si potrebbe sentir parlare dei Savalas.

Alessio Rassi

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