Magazine Lunedì 23 gennaio 2006

Un eroe sbagliato nei caruggi

Magazine - A causa delle forti nevicate, la presentazione di Professione: vigilante in programma per venerdì 27 gennaio presso il Berio Café, è stata rinviata a venerdì 10 febbraio 2006, ore 17.00

Genova si arricchisce di un nuovo personaggio. Ancora una storia ambientata nel centro storico, ancora misteri, ma questa volta c’è anche tanta violenza e sofferenza a fiumi. Sto parlando del primo recentissimo romanzo di Enrico Superina, Professione: Vigilante (Fratelli Frilli Editore, pp. 426, 11,50 Eu).
Venerdì 27 gennaio 2006 ve lo presenterò io di persona presso il di via del Seminario.

Vito Zarri, il protagonista di questo noir, è una guardia scelta dell’agenzia "Occhio di Falco". Uomo di legge e delinquente, sceriffo e puttaniere, misogino e violento: il nostro vigilante è il cinismo fatto persona. La tranquilla (si fa per dire) vita di addetto alla sicurezza cambia radicalmente quando gli echi della devolution diventano realtà. L’agenzia viene coinvolta in un progetto-pilota di affiancamento alla polizia nelle indagini relative a un brutto omicidio avvenuto nei vicoli. È il primo passo nella privatizzazione della sicurezza, una grande occasione per la Occhio di Falco.

Per gran parte del romanzo siamo catapultati nella vita di questo uomo: un agente modello, duro e abile a trattare nel torbido ambiente della mala (con cui non esita ad avere rapporti non professionali), alcolizzato e drogato, ossessionato dal sesso. Ma l’attento osservatore non può non vedere un sottofondo di sofferenza e persino di sentimento in lui. Come dice l’autore: «La storia che racconto dura più o meno un mese, prima non si sa come era Zarri, probabilmente una persona più equilibrata». Ma quello è il mese in cui la sua Carmen l’ha lasciato.
Se non si cade nell’errore di stereotipare il carattere del protagonista, si capisce che il romanzo descrive una rapida discesa agli inferi, dovuta a una sofferenza più grande di lui.

Come ti è venuta l’idea di creare Vito Zarri? «Volevo qualcuno che desse fastidio, un protagonista di rottura, che si contrapponesse al dilagare del politically correct», dice Enrico. In una società sempre più ipocrita, Zarri - con la sua scorrettezza - smaschera gli imbellettamenti e rivela il marcio che sta sotto. Un carattere estremizzato nella violenza e nel cinismo, ma credibile. «Lui vorrebbe essere un uomo diverso - continua l'autore - ma gli eventi della vita e il suo brutto carattere lo portano in un'altra direzione».

Superina non farà un sequel di Professione: vigilante, non crede nei romanzi a puntate. Si dice lettore onnivoro e scrittore istintivo («Non faccio canovacci, non so dove arriverò cinquanta pagine dopo») è sicuramente una bella sopresa nel panorama genovese. Osservatore attento e penna affilata. Da leggere.

di Daniele Miggino

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