Le donne di Carpi a Teatro - Magazine

Teatro Magazine Teatro Hops Mercoledì 18 gennaio 2006

Le donne di Carpi a Teatro

Nelle immagini l'attrice Marinella Manicardi

Magazine - Sullo sfondo un violino improvvisa (Michela Tintoni).
Sul proscenio Marinella Manicardi si dà e si trasforma nei mille personaggi che popolano la vasta Bassa Padana nel settore maglieria, nello spettacolo Luana Prontomoda in scena all’H.O.P. Altrove fino al 21 gennaio, ore 21.

Apre la strada dell’inchiesta-teatrale Luana, di "Luana Prontomoda", impegnata al telefono, ma ingaggiata anche con il pubblico a raccontare la sua impresa. Un esempio attuale di come gira il mondo dei campionari, di quanto spietato sia il mercato, il frenetico informarsi sulle nuove tendenze e i nuovi modelli che finisce per essere un copiare, di quanto feroce sia la concorrenza, quanto stretti i tempi e di come una semplice telefonata di conferma ordine, può far vacillare tutto il lavoro di un’impresa.

In dialetto o semplicemente con accento tipico di quella terra - che sta tra Modena, Carpi, Parma - Marinella mette in scena un lavoro di ricerca condotto tra le nebbie alle radici di un mestiere, di un modo di lavorare, per lo più svolto e condotto da donne. Un tempo Maria, Angela, Chiara. Oggi Deborah, Samantha e Luana, appunto. Un tempo Maria faceva le maglie in casa e poi, prendendo il coraggio a due mani, andava alla Rinascente e di ritorno fondava una fabbrica con operaie a casa e sotto il capannone. C’era un tempo, gli anni ’70, in cui qualcuno riusciva a metter su una fabbrica all’anno ed era già epoca smaliziata che portava l’Italia oltre confine per un lavoro a basso costo e maglie a cui cambiare rapidamente le etichette, in favore del made in Italy. C’era anche il tempo delle paglie e delle bambine in fabbrica già a nove anni, con una signora fornita di bacchetta che «ping, se non lo finisci entro stasera non torni a casa, ping». Tempi in cui si lavorano le paglie e non le maglie. Perché «in principio c’è quel che c’è, poco» ma di salici ce n’erano tanti e far borse, cappelli e secchi era un’arte non difficile dell’intrecciare, del fare nodi e del cucire che poteva anche essere interpretata come passatempo.

Marinella parte dall’oggi e torna indietro nella sua indagine fino a perdere le tracce dei tempi, fino forse all’800, passando per gli anni in cui le mondine (Michela Tintoni lascia lo strumento e diventa attrice, rimboccandosi i pantaloni per la scena) erano uno degli altri mestieri offerti alle donne da questa terra, piegate per 8 ore «con le gambe nell’acqua, le zanzare e le sanguisughe, nella valigia due lenzuoli, due paia di scarpe, due vestiti e qualche volta i neonati da allattare». Un tempo in cui si cantava “O partigiano portami via” le cui note però se l’erano inventate prima le mondine per loro consolazione.

Spinge sui toni Marinella e spesso fa capolino in scena proprio in quanto attrice alla ricerca di materiale, spiazzata di fronte alle rivelazioni, a volte troppo imbarazzanti, dei suoi interlocutori. Spesso sdrammatizza e, appoggiando sul comico, conferisce sfumature macchiettistiche, da caricatura, alle figure umane messe in scena per popolare questo suo fumetto di denuncia. Un racconto a frammenti, con salti temporali da cavallerizzi, a tratti resoconto storico, quadro che non disdegna uno sguardo sull’aspetto sociale del passato. Vengono alla luce donne forti, instancabili, ignoranti magari, ma intelligenti e dal profondo coraggio, dalla forza e dal valore ineguagliabili che in modo ierratico vanno a popolare questa sua apprezzabile narrazione.

17 al 21 gennaio
LUANA PRONTOMODA
Racconto teatrale di e con Marinella Manicardi
Improvvisazioni al violino di Michela Tintoni
Produzione Teatro delle Moline - Teatro Nuova Edizione - Bologna

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