Il doposcuola delle donne - Magazine

Mostre Magazine Martedì 17 gennaio 2006

Il doposcuola delle donne

Magazine - C’era una volta, è proprio il caso di dirlo, ma c’è ancora oggi un Istituto scolastico nato nell’Ottocento e rivolto alle donne adulte: le Scuole Vespertine. Un’istituzione laica, con corsi che cominciavano appunto dopo il "vespro" e unica nel suo genere, fondata a Genova nel 1897: «In via d’esperimento», come si legge nella Delibera di Giunta del 18.08.1897 e consolidata già l'anno dopo. È questo uno dei documenti storici (tra cui spiccano manuali di arti decorative e ricamo editi nei primi del ‘900 da Hoepli, ma molto altro ancora) esposti – in molti casi rintracciati nell’Archivio Storico del Comune di Genova - all’interno della mostra Il "saper fare" delle donne, allestita nella sala Liguria Spazio Aperto di Palazzo Ducale e presentata oggi, martedì 17 gennaio 2006, alla presenza di Giuliano Bellezza (presidente Circoscrizione Centro Est), Mario Bozzi Sentieri (presidente della Fondazione Colombo) e Paolo Solari (coordinatore Scuole Vespertine Centro Est).

È l'occasione per mettere in luce una di quelle realtà di cui andare fieri. Si racconta la storia di una scuola dedicata all'apprendimento di lavori femminili d’epoca quali sartoria, ricamo, merletti ed "economia domestica" (dicitura che include competenze affatto economiche quanto piuttosto pratiche: decoupage, creazione di oggettistica, decorazione, ecc.) e in origine rivolti soprattutto alle donne operaie, che solo dopo l’orario di lavoro - quindi nel tempo libero - potevano accedere alla formazione.
Accanto all’esposizione di documenti spiccano attrezzi in osso e ferri da stiro a carbone, ma anche abiti riccamente ornati (riproduzioni originali di indumenti elaborati dagli ultimi corsisti attraverso un’attenta ricerca storica), corredi da neonato del Novecento e le storiche giubbe rosse (vedi foto in alto), trait-d’union metaforico e allusione al ruolo delle donne all’epoca del Risorgimento Italiano della grande mostra della porta accanto Romantici e Macchiaioli e perciò, accanto alle giubbe, compaiono le riproduzioni di alcuni tele ottocentesche di G. Induno, O. Borrani, T. Signorini e S. Lega - il suo "Una madre", 1884, è accanto ad una riproduzione dell'abito azzurro, indossato dalla figura ritratta nel quadro (vedi foto in basso).

La mostra crea l'opportunità per sei incontri (a partire dal 20 gennaio) di approfondimento intorno alle arti manuali e alle diverse abilità (a lungo esclusiva femminile), spesso consumate tra le mura domestiche, ma in molti casi divenute professionalità. Un saper fare che diventa arte è il titolo del primo appuntamento (20 gennaio) con la direttrice dei Musei di Nervi Maria Flora Giubilei e l'assessore alla cultura Luca Borzani, a cui seguono gli interventi di Viviana Troncatti (storica del tessuto e della moda -24 gennaio), Leo Morabito (direttore Museo del Risorgimento - 26 gennaio), Pier Luigi Derchi (scrittore - 31 gennaio), Loredana Pessa (conservatrice collezioni tessili e ceramiche Musei di Strada Nuova - 1 febbraio) e Barbara Banchero (direttrice dell'Ente di Formazione della Cconfederazione Nazionale dell'Artigianato - 3 febbraio).

Le vespertine nascono come versione pomeridiana della Scuola Industriale Duchessa di Galliera, da cui inizialmente arrivano anche le insegnanti, colmando in molte occasioni esigenze sociali: nel 1919 per esempio viene istituito un corso di biancheria per le vedove di guerra. Oggi, racconta Paolo Solari, «sono 21 le scuole attive in tutta Genova, con una presenza che copre quasi tutte le circoscrizioni, fatta eccezione per l’ottava che ha avuto problemi logistici. Oltre a me ci sono altre 5 coordinatrici, 74 insegnanti per un totale di circa 1400 allievi/e. L’età media si è abbassata e si aggira sui 50 anni, per un ritorno dalle fasce giovanili, ma anche per una crescente adesione da parte di extracomunitari (nel senso più ampio del termine dagli svedesi, ai cubani, agli africani) a cui si rivolgono prevalentemente due corsi: maglieria, a mano e a macchina, e sartoria».

Il programma didattico si è aggiornato nel corso dei decenni. Seguendo le esigenze del momento sono stati aperti corsi di lingue o modisteria, e oggi anche uno dedicato al computer. Le vespertine agiscono molto in sinergia con il territorio, diventando spesso punto di riferimento per aree urbane problematiche. Una parte dell’offerta è infatti diretta alle scuole primarie e alle medie. «Attraverso i nostri corsi anche i ragazzi più difficili riscoprono la manualità e quella capacità di concentrazione che poi sfruttano, spesso migliorando il rendimento, nelle materie teoriche a scuola».
Il lavoro sui ragazzi spesso coinvolge anche i genitori che vengono a loro volta coinvolti e spesso collaborano attivamente alla realizzazione di materiali a supporto dell’attività dei figli.

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