Magazine Martedì 17 gennaio 2006

Io la amo con tutto il cuore

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Spero di essere il più breve possibile, perchè immagino siate sommersi da una valanga di richieste di aiuto.
Tutto è cominciato alcuni mesi fa quando, quasi per caso, ho conosciuto la sorella di un amico. Lei si stava lasciando con il suo ragazzo, dopo una storia di due anni circa. All'inizio confesso che provavo solo un forte sentimento di amicizia per questa persona, quindi ho cercato di farla sentire sola il meno possibile.
Ci siamo così mandati molti messaggi e mail. Con il tempo, però, qualcosa è cambiato e piano piano mi sono sentito sempre più attratto da lei. I semplici messaggi di prima sono diventati dei "ti voglio bene" e cose simili.

Purtroppo il suo lavoro ci ha impedito di frequentarci meglio: siamo riusciti a malapena a prendere un aperitivo assieme, nonostante lavorassimo a due passi l'uno dall'altro.
Tutto stava andando così bene che, per la prima volta in tutta la vita, mi sono sentito l'uomo più fortunato della terra.

Poi però è tornata l'ombra del suo ex compagno e le cose sono cambiate. È diventata un'altra persona: fredda e distaccata.
Forse mi vedeva come una minaccia al suo rapporto. Siccome, però, non sipportavo l'idea di perderla, le ho mandato un enorme mazzo di rose. Non che non le abbia apprezzate, ma da lì in poi tutto quello che è riuscita a dirmi è che "non capiva come mai io volessi stare con lei".
Ora sono passate anche le feste di Natale e niente è cambiato. Continuiamo a sentirci ma solo come amici, anche se alla fine sono solo io a cercarla.

Non riesco a staccarmi da lei. Capisco che, dato il suo comportamento, non è interessata a stare con me, ma ci sono un sacco di cose poco chiare. Mi capita spesso di chiederle come sta, ma le sue risposte sono sempre telegrafiche, cosa che invece non avrebbe mai fatto fino a prima di rimettersi con il suo ex. Più di una volta, poi, l'ha definito "la sua crudele metà". Ma perché sta con lui se poi si lascia scappare frasi del genere?
Per vie traverse ho poi saputo che davvero a lui interessa poco di lei e che per molti è il classico farfallone. Figuriamoci che è stata proprio lei a dirmi, quando ci siamo conosciuti, che si erano lasciati perché l'aveva sorpreso con un'altra.

Non so davvero come fare, ne sono innamorato perdutamente, spero e prego ogni giorno perché lei si accorga di tutto questo, ma mi rendo conto che è forse più un'illusione che altro.
Non so come uscire da questa situazione. Ho 26 anni e, fino all'anno scorso, ho dedicato la mia vita allo studio. Ora sono laureato in architettura, ho un buon lavoro e ho scoperto per la prima volta cosa significa amare. Non riesco più a pensare ad una esistenza da solo: mi manca troppo lei, mi sento fallito anche se so che non è così. Mi chiedo spesso se avrei potuto fare in modo che le cose andassero diversamente e cosa sarebbe successo se fossi riuscito a darle almeno un bacio...
Nel frattempo, però, mi deprimo ogni giorno di più e la penso ogni istante sapendo che, magari, ora sta abbracciando proprio lui.

Caro anonimo,
ti dirò cose che sai già, purtroppo in certi casi non ci sono ricette. Non fa onore al genere femminile, ma devo dirti che – soprattutto in questo periodo di crisi di identità dell’uomo e di maggior potere da parte delle donne, e sto generalizzando molto - ci sono parecchie donne che, per sentirsi tali, hanno bisogno dello sciupafemmine. Cioè del classico stronzo che si tiene una fissa per le giornate vuote e poi fa tutto quello che vuole. Rischia anche di sposarsela, 'sta ragazza, tanto per avere la certezza di trovare qualcuno in casa tutte le sere. Che devo dirti, è tutto un gioco di illusioni: lei si illude di aver trovato il vero uomo, in quello che è invece uno stereotipo, una macchietta. E lui si illude di esserlo, un vero uomo. Lieto fine escluso. Nessuno sarà felice, neanche lo stronzo che, dentro di sé, saprà sempre di essere molto lontano dal modello che vuole rappresentare. Ma non ci si può fare niente, purtroppo: le ragazze così non apprezzano le attenzioni. Al contrario, le leggono come segni di debolezza. Sono immature, completamente prive di capacità critica e di autoanalisi.
Mi dici che lei lavora, che è indipendente. Tu sei un architetto, diciamo che con gli studi che avete alle spalle dovreste essere un po’ più maturi della media dei vostri coetanei. Quindi, se lei è come penso io, non c’è niente da fare. E se tu sei come spero, devi prenderne atto: soffrire come è successo a tutti nella vita e, come molti, maturare anche grazie alla sofferenza. Ripeto, non ho ricette per aiutarti a riconquistarla – per fortuna, anche se ora non puoi vederla così - né per farti soffrire di meno, non posso neanche dirti troverai quella giusta. Però posso assicurarti che questa era quella sbagliata. E anche che le ragazze NON sono tutte così. Attento a non caderci tu, negli stereotipi.
Auguri,
Antonella


di Antonella Viale

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