De Luigi nella balena con Benni - Magazine

Teatro Magazine Lunedì 16 gennaio 2006

De Luigi nella balena con Benni

In alto Fabio De Luigi

Magazine - All’Archivolto il teatro è ormai di genere, come la letteratura.
Sotto sotto c’è di nuovo un testo letterario, ché si sa la drammaturgia qui non è di casa.
Sotto sotto c’è ancora quell’atmosfera surreale comica e dallo stile attuale. Sotto sotto c’è Benni, lo Stefano narratore e romanziere che insieme a Italo Calvino e Daniel Pennac è uno degli autori più frequentati dalla compagnia del Modena. E questa volta pesca che ti ripesca si è finiti a Il Bar Sotto il Mare, una raccolta di racconti (teatralmente però corredata da un ritratto, completo di nomi, dei personaggi - Ed. Feltrinelli1991) già al centro di un lavoro corale nel 1992, che oggi diventa invece monologo nelle mani interpretative di Fabio De Luigi. Al debutto venerdì 20, ore 21, al Teatro dell'Archivolto, dove resta in replica fino a lunedì 23 gennaio.

«Con la benedizione di Stefano» annuncia il regista Giorgio Gallione, che afferma di vivere quest’esperienza di recupero di un lavoro non troppo lontano (“Il bar sotto il mare”, con i Broncoviz) «con piacere e tenerezza. Con Fabio -aggiunge Gallione- era un po’ che ci inseguivamo nel tentativo di mettere in piedi qualcosa» e grazie a Stefano Benni, già amico di Fabio, il cerchio questa volta si è chiuso. E così dal format televisivo Love Bugs (Italia Uno), che lo vede al fianco di Elisabetta Canalis, l’attore si ritrova solo e va in prestito al palcoscenico. E, a sentirlo, la cosa non gli dispiace affatto. «Mi piace recitare –dice sorridente- certo amo le cose belle e questo lavoro non lo cambierei con nient’altro. È un’esperienza formativa mi sto misurando con cose che non ho mai provato, mi sto mettendo in gioco su campi interpretativi e sfumature recitative che non conoscevo e Giorgio mi sta aiutando molto».

Cambia la prospettiva tecnica, a metà tra affabulazione pura e semplice e performance, ma la cornice resta, recuperando l’affondo negli abissi lungo la scia di una sirena (voce fuori scena di Barbara Casini). I testi non cambiano molto: La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case, Ceneruntolo, Achille ed Ettore, Capuccetto Nero, qualcosa da Terra! e da Bar Sport, un’introduzione da L’anno del tempo matto e poi qualche poesia da Stranalandia, qualcosa dalle Ballate e anche qualche pezzo inedito. «Un’antologia del teatrabile, dove Benni ci mette i suoi esercizi di stile. E noi cerchiamo di rendere visibile la stratificazione dei racconti, scegliendo materiali molto popolari per un’oralità che richiama quella da osteria, arcaica e terrigna, in un’atmosfera, per contrasto rarefatta e sognante», chiarisce Gallione. Ci sono alcune canzoni ("L'aria dei vip", "Ma che notte è") e la musica tutta è curata da Paolo Silvestri, che mescola sapientemente vecchi e nuovi materiali in un lavoro di attenta cucitura». Per via dei diversi scenari che di volta in volta le storie propongono, la scena (Guido Fiorato) ci proietta inizialmente in un bar con sedie azzurre e un fondale di balena, che richiama Geppetto, poi di volta in volta si trasforma in diverse piccole scenografie, assecondando la narrazione (pesci rossi-installazione, giochi di neon, un fondale di bicchieri ecc.).

«Non si tratta di un monologo lineare –afferma De Luigi- ma un dentro e fuori dal narrato, per interpretare un personaggio e poi recuperare il filo del raccontare. Scarti che dal punto di vista attoriali sono affascinanti ma richiedono grande concentrazione».
La domanda di rito arriva puntuale: E con la Gialappa’s? «Con loro il discorso è sempre aperto. Per me è come andare al mare a Rimini tutte le estati... si tratta solo di trovare lo spazio tra i vari impegni». Il Bar Sotto il Mare, dopo Genova, va in tournée fino al 12 marzo in tutta Italia, (circa 40 repliche) e verrà ripreso in maniera più massiccia nella prossima stagione. Sulla terza edizione di Love Bugs, De Luigi è cauto: «La versione francese del format aveva più a che fare con un fumettone. La trasformazione in un programma di un’ora, rispetto all’originale di 10 minuti, cambia tutto anche rispetto ai progetti futuri, nonostante in Francia siano arrivati alla 5a serie. Quando recito lì non mi pongo la coerenza del personaggio, sono appunti di vita sempre virati sul comico. In Francia era molto diverso, spesso era un po’ come spiare frammenti di vita quotidiana, che restavano anche un po’ appesi». E il cinema? Il cinema De Luigi lo aspetta ansioso, ma le prospettive al momento sono piuttosto grigie osserva: «quest’anno si sono prodotti solo 23 film».

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