Al Nautico si impara la Savate - Magazine

Outdoor Magazine Martedì 10 gennaio 2006

Al Nautico si impara la Savate

Nelle foto: il Maestro Silvio Ilengo al lavoro
© freeweb.supereva.com/nauticosavate

Magazine - «Cos’è per me la Savate? Una grande passione. Per mia moglie, invece, è un acerrimo nemico». A parlare è Silvio Ilengo, Maestro di Savate - o Boxe francese - nella palestra dell’Istituto Nautico San Giorgio di piazza Palermo. Uno spazio che la società Nautico Savate Foce utilizza dal lontano 1980: «Il Nautico, grazie anche alla disponibilità del suo Preside, è per noi un grande sostegno. Peccato che pochi studenti partecipino alle lezioni». Ma gli allenamenti - che si svolgono ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 19.30 alle 21.00 – non sono riservati agli alunni della scuola: «Chiunque può iscriversi. Ciò che chiediamo è tanta buona volontà». Già, perché la Savate, così come ogni altro sport, richiede sacrificio.
Quest’anno gli iscritti ai corsi sono circa 25. Il più giovane ha 10 anni, ma la maggior parte dei savateurs allenati da Silvio hanno circa 30 anni: «Il mio sogno è quello di preparare un numero maggiore di ragazzini e creare nuovi campioni».

Non è uno sport prettamente maschile. Tra gli allievi del Maestro ci sono anche alcune fanciulle. Tra loro, , cantante jazz genovese (a proposito: non perdetevela ogni mercoledì, dopo le 22.00, a mentelocale café). Per Caterina «la Savate è utile per imparare l’autodifesa. Questo sport, inoltre, insegna a conoscere i propri limiti e a raggiungere una certa stabilità mentale».
Ma cos’è la Savate? La Boxe francese nasce a Parigi nel 1774, e si può paragonare ad un incontro di pugilato fatto utilizzando i calci. Si combatte su un ring e i due avversari sono controllati da un arbitro e giudicati da una giuria. «Potrei definire la Savate una danza violenta, lontana dal gretto combattimento», aggiunge Silvio, «non è facile diventare un buon savateur: c’è bisogno di molta tecnica ma, rispetto alle altre arti marziali, è più difficile farsi male. In 25 anni di insegnamento ho visto rompersi solo un naso…». Una buona media, dunque. Ma non ci si allena solo per combattere: ci sono anche gli assalti, «ovvero i "colpi controllati", quindi non pericolosi».

Il Maestro Ilengo, campione nazionale negli anni '70, ha iniziato a praticare la Savate all’età di 14 anni, «ma oggi ho difficoltà ad insegnare questo sport a mio figlio, che comunque non sembra voler seguire la mia strada». Mentre parla, il Maestro osserva i suoi allievi che si preparano all’allenamento: «Sono un po’ indisciplinati… arrivano sempre in ritardo!», osserva, ma con il sorriso sulle labbra. Per lui la Savate è una passione irrinunciabile: «Si parla della chiusura di questo Istituto Tecnico e di un suo trasferimento nei pressi del Porto Antico: sono preoccupato per le sorti della scuola», conclude Silvio.

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