La vita della Dickinson - Magazine

Teatro Magazine Teatro Garage Martedì 10 gennaio 2006

La vita della Dickinson

In alto un ritratto delle attrici Licia Di Cristina e Laura Saitta in costume

Magazine - Rosa è appassionata di Emily dal Liceo. Andrea non ne aveva mai sentito parlare.
Emily Dickinson è diventato il soggetto del testo teatrale che Andrea Benfante e Rosa Cutuli del TeatrOvunque hanno scritto a quattro mani e preparato per la scena, (Andrea alla regia), del Teatro Garage dal 12 al 15 gennaio.

Emily Dickinson – candido sussurro è una pièce teatrale biografica che si tuffa più nella vita che nella poesia della scrittrice americana recuperando anche le atmosfere di un’epoca, l’Ottocento. «Parto sempre dal presupposto che fare uno spettacolo sia raccontare una storia. Questa volta il progetto me l’ha proposto Rosa – spiega Andrea. Lei conosce la Dickinson profondamente e come lei scrive poesie. Sul testo io ho soprattutto apportato tagli e modifiche per renderlo più teatrale, ma della Dickinson non ho voluto approfondire la conoscenza lasciando che fosse il solo testo a farmi comprendere il personaggio, senza condizionamenti». L’amicizia e la ricerca d’affetto sono le tematiche indagate, ne emerge una donna forte e fragile ma non debole. L’amicizia è quella adolescenziale e ambigua con Susan Gilbert (interpretata da Laura Saitta), futura moglie del fratello Austin (Alessandro Sgambati) e prima grande delusione amorosa? Così è in questo testo che in un’ora e un quarto circa ripercorre tutta la vita di Emily (interpretata da Licia Di Cristina).

Misuro ogni Dolore che incontro Con acuti, Occhi, che indagano - Mi chiedo se pesa come il Mio - O ha una taglia più Leggera -

Parole di Emily dal sonetto 561 (I measure every Grief I meet), che sintetizzano la centralità del dolore nella sua esistenza, che giorno dopo giorno la segnarono, portandola alla morte. Ma al dolore corrisponde un’altrettanto importante dimensione della vita della poetessa in bianco: «la capacità di trasformare la sua stanza in mille luoghi, che coincide e si combina con la sua abilità d’attrarre a sé molte figure affascinanti. Alla fine quello che emerge dalla nostra storia è la poeticità del personaggio e una vicenda in costume che recupera una dimensione molto più sociale e severa della vita.
Di testi originali nel lavoro sono stati inseriti alcuni stralci di lettere e qualche verso che fanno da cornice al ritratto, insieme all’aspetto fantasioso e sognatore di questa personalità che si autorecluse, scelse di consegnare la sua vita alla poesia e di vestire solo in bianco».

Accanto a Emily, Susan e Austin in scena anche la sorella minore Lavinia (Nicola Comes) e Otis P. Lord, un giudice della corte suprema del Massachusetts, interpretato da Andrea Benfante, amante presunto di Emily nella storia e qui sicuro partner amoroso. Oltre al lavoro sul testo, alla cura della regia, al ruolo di Otis P. Lord, Andrea (da poco rientrato dalle riprese a Imola per il film Uno su due, accanto a , per la regia di Eugenio Capuccio) si è occupato anche delle musiche: «soprattutto brani classici da Beethoven, Bach, Cajkovskij e Chopin che mi sono serviti, un po’ strapazzandoli, per creare atmosfere sonore».
Alle scene ha pensato il papà di Andrea, Bartolomeo Benfante, che «da anni lavora sulla scenografia per compagnie più o meno amatoriali. Questa volta alla scena è lasciato il compito di scandire il tempo. Sul palco solo due elementi un letto e un paravento che però si trasformeranno di volta in volta nei luoghi della mente della Dickinson».

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