Weekend Magazine Mercoledì 4 gennaio 2006

Bambini per sempre

Magazine - L’Epifania tutte le feste si porta via. E pure il si porta via. Eh sì, avete tempo ancora fino a domenica 8 gennaio per raggiungere piazzale Kennedy e farvi un degno giro tra le giostre cariche di luce e vita che furono case dei nostri sogni d’infanzia. Quando immersi nell’odore di frittelle alla crema, avvolti da un freddo timido e stupito di tanto chiasso, carichi d’attese e prospettive, stavamo di fronte al parco acceso e al nostro futuro.
Quelli che eravamo non saremo più.

Tornare al Luna Park da adulti o presunti tali, magari non ancora padri, apre nuove prospettive e ridimensiona i nostri ricordi: nulla sembra più così grande e promettente.
La ruota panoramica non è alta come un grattacielo, e il galeone dondolante non assomiglia a quello parcheggiato al porto. E se vi siete fatti un paio di giri a Gardaland sul Tornado Blu (quei sedili appesi per lo schienale che ti frullano come un frappè) anche le montagne russe non vi sembreranno più così insidiose.

Certe cose, però, non cambiano mai. Per esempio.
Continuo a non avere idea di come centrare quei cubi verdi sormontati da cellulari (una volta c’erano walkman, bottiglie di whisky e macchinine), con gli appositi cerchielli colorati. Ormai te ne danno venti-venticinque a botta. Sono io che sono impedito o c’è un trucco? Probabilmente entrambe.
Oppure: è possibile buttare giù con la prima palla l’intero castello di barattoli di latta nell’apposito stand? Perché se ce la fate vincete un cellulare o un peluche gigante, e in aggiunta diventate i miei eroi.
E ancora: nel kissexpress (quel giro vorticoso su piccole automobiline coperte da una tenda) c’è qualcuno che davvero ne approfitta per baciarsi o sono tutti troppo impegnati a tenersi la testa attaccata al collo (e, se gli riesce, a non vomitare)? Ho assistito a una decina di giri e non si baciava nessuno, quindi…

Certe cose invece cambiano. Per esempio.
Tra le giostre a premi da qualche anno c’è il tiro in porta: insieme alla pay tv è l’altra vera rivoluzione che ha colpito il mondo del calcio. Bisogna cercare di centrare, con alcuni calci piazzati, uno tra quattro buchi ricavati su una parete verde, e intorno allo stand c’è sempre un sacco di gente che assiste. Di solito il poveretto che sta tentando di fare centro in quei fori minuscoli ci fa una figura da pirla, mentre alle sue spalle nuovi candidati prendono coraggio al grido di "ma guarda quello come tira, adesso vi faccio vedere io". Poi il testimone passa e con esso la figura da pirla. Io non sono riuscito a centrare nemmeno il buco più grande che sta quasi rasoterra, non vi dico altro.

Un’altra novità sopraggiunta rispetto alla mia infanzia è che ora alle case dei fantasmi puoi avere la stampa della tua foto con la faccia terrorizzata. Il cartello all’ingresso recita specificamente: "I mostri ti fanno la foto", togliendo in verità ai medesimi parte del loro carisma (i mostri mi fanno la foto? Ma, santo cielo, i mostri dovrebbero lacerarmi le carni e divorarmi il cuore, non immortalarmi con una polaroid!).
Poi ho scoperto un’altra dura verità: nel mondo esiste più di un bruco-mela. Deve essere così, perché solo a piazzale Kennedy ce ne sono due. Da piccolo pensavo che il bruco-mela (anzi il signor Bruco Mela, nome e cognome) avesse i suoi sentimenti e una spiccata personalità. Che amasse i bimbi e condividesse con loro segreti e birichinate. Altro sogno infranto.

Certe cose cambiano e altre non cambiano mai, ma com’è come non è, nell’era del digitale, dei cellulari che ti fanno anche il caffè e dei videogames complessi come saghe celtiche, degli Harry Potter e delle Lara Croft, degli mp3 e dell’UMD, le care vecchie giostre sembrano ancora tener botta, mentre i Pokèmon non se li fila già più nessuno. E allora mille di questi giorni, Luna Park.

Oggi al cinema

Lontano da qui Di Sara Colangelo Drammatico 2018 Lisa Spinelli è una maestra d'asilo con la passione per la poesia, tanto che i suoi figli ormai quasi adulti la trovano trasformata dalle lezioni che sta seguendo e il marito sente di essere un po' trascurato. Lisa non è di per sé... Guarda la scheda del film