Concerti Magazine Domenica 1 gennaio 2006

Genova: una notte di festa

Nella foto in alto: piazza Matteotti a mezzanotte.
In basso: l'Orchestra Bailam a Caricamento
Le foto sono di Claudio Pittaluga

Magazine - Capodanno bagnato, 2006 fortunato. Sotto una pioggerellina non troppo fastidiosa e un freddo intenso Genova ha festeggiato ieri, allo scoccar della mezzanotte più attesa dell’anno, la venuta dell’atteso - e un po’ temuto, per certi versi - 2006.
Chi si aspettava un centro storico gremito di giovani festanti è rimasto deluso: in molti hanno preferito il calore di una festa in casa o, magari, le luci a neon di una discoteca o di un semplice pub in compagnia degli amici alla temperatura poco invitante della serata. Chi, invece, ha osato addentrarsi nei vicoli, armato di guanti, sciarpa e berretto di lana, non ha dimenticato la bottiglia di spumante: nonostante la richiesta del Comune di Genova di non lanciare o rompere oggetti di vetro per strada, molte delle piazze più affollate erano cosparse di cocci rotti. Inevitabile, purtroppo.

Dopo una mezzanotte al coperto, mi sono addentrata nei carruggi un’ora più tardi: l’allegria tra la gente era ancora tanta. C'era chi stappava lo spumante sulla folla e chi faceva scoppiare i soliti raudi. Qualcuno non ha voluto rinunciare al tradizionale lancio di oggetti dalla finestra. E così in piazza delle Erbe – animata da dj set - un ragazzo è stato colpito da un panino proveniente dal terzo piano di un palazzo. Nessun danno per lui, solo un invitante odore di pomodoro e prosciutto per tutto il resto della serata…
Musica anche nella gremita piazza Matteotti. Sul palco allestito davanti a Palazzo Ducale si è esibita Meg, l'ex cantante dei 99 Posse, oggi interprete solista di successo. All’una e mezza piove ancora, ma chi ha puntato sul Capodanno in piazza non demorde, e il giro del centro storico continua verso piazza Caricamento, sede dell’altro evento clou della serata. Dopo l’esibizione dei teatranti in abiti ottocenteschi, spazio alla musica: ci sono i ritmi reggae-Yiddish dell’Orchestra Bailam. Non c’è ressa, ma il pubblico si diverte e balla.

Nel tornare indietro devo cambiare strada due volte: c’è chi ha bevuto troppo e inscena una rissa, per fortuna senza conseguenze. Per il resto c’è solo aria di festa. Ci si scambia gli auguri anche con chi non si conosce - evento raro a Genova… infatti succede solo a Capodanno – e alle 3 e mezza si cominciano a fissare con ingordigia le vetrine dei bar aperti, che espongono le brioche per la colazione. Ma è ancora presto per andare a dormire e i giovanissimi delle Erbe ne approfittano per far due chiacchiere in piazza e negli altri vicoli della Rive Gauche, anch’essi animati da musica e dj.
È anche arrivato il momento per tirare le somme dell’anno appena trascorso: «Ho terminato il 2005 travestendomi da Babbo Natale per i bambini», dice sorridendo Marta, 26 anni e capelli ricci che spuntano da un berretto arancione, «Cosa mi aspetto dal nuovo anno? Meno colpi di scena. E, soprattutto, vorrei continuare a stupirmi del mondo».

Erika, un po’ infreddolita, non ha grandi aspettative. Poi, un’illuminazione: «Cosa voglio fare nel 2006? Imparare il tip tap!». Originale. E Danilo? «Vorrei che non togliessero più punti in classifica al Genoa. E poi che la Befana portasse un po’ di carbone a Bush».
Francesca e Stefano, 27 e 24 anni, festeggiano in piazza nonostante stiano per andare in vacanza: «Abbiamo l’aereo per Madrid fra circa quattro ore, ma non potevamo rinunciare al brindisi con gli amici!». Mentre vengo colta da enorme invidia, Claudio, 32 anni, ricorda un vecchio Capodanno: «Alcuni anni fa ho festeggiato a Parigi… è stata una notte indimenticabile». Carlo, invece, detesta questa ricorrenza: «Preferirei andare a dormire piuttosto che "far finta di divertirmi"», lamenta. Ma ci hanno pensato gli amici a trascinarlo fuori di casa.

La mia notte termina a Palazzo Ducale: come avrei potuto non fare i miei auguri a mentelocale café? Sono le 4 e mezza ed Eugenio Musso sta riordinando i tavoli. C’è ancora gente nel dohors, ma "il peggio" è passato: «Tanta tanta gente... come al solito», commenta soddisfatto. De Ferrari è quasi deserta, e l'enorme albero di Natale illuminato sembra meno allegro ora che le Feste stanno davvero per terminare.
Il 2006, invece, è appena cominciato: diamoci da fare!

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