Concerti Magazine Venerdì 16 febbraio 2001

0053: voci e percussioni

Mi hanno invitato a suonare alla Madeleine. Marco ed Esmeralda. Dobbiamo fare assieme una canzone di Gilberto Gil che mi ossessiona da parecchio: "Espresso 2222".
Si chiamano 0053: il nome deriva dal prefisso internazionale per chiamare Cuba.
Marco Fossati, Esmeralda Sciascia (due componenti delle Voci Atroci - Esmeralda ha suonato anche con Trilok Gurtu) e Marika Pellegrini. Sono stati tutti a Cuba a studiare percussioni, e lì si sono innamorati del batà, un tamburo che porta con sé tutta la tradizione afro, contaminata dall'avvento del Cristianesimo. E' un discorso complesso. Mi spiegano che il batà è uno strumento solo, formato da tre tamburi suonati da tre persone. E' fatto di legno di cedro: quello "laico" è listato, quello sacro, usato per i riti della Santeria, è fatto da un unico pezzo.
"Ma cos'è la Santeria?"
"E' sincretismo." Risponde Esmeralda. "Risale alle navi degli schiavi: gli Oruba, dal Niger, sono stati deportati a Cuba, e sotto la dominazione degli spagnoli il loro culto si è contaminato col Cristianesimo. La Santeria è questa tradizione, mista di sacro e profano, cantata con le percussioni ed il ritmo dell'Africa."
Cominciano a suonare con un inno a Eleguà. Solo voci e percussioni.
Eleguà è uno spirito mezzo buono mezzo cattivo, un angelo/diavolo. Va cantato all'inizio e alla fine perché è lo spirito che ti fa trovare la strada. La strada dell'ispirazione, della musica, dell'equilibrio.
Non ci capisco gran che.
Ma questi sono miei amici, sono di Genova. Che cosa si sono calati?
Ascolto, e loro intonano un "Yemaya" un canto sacro in onore del mare, che nella Santeria è una donna, la madre universale, l'acqua salata. Inizialmente penso -ma cos'è 'sta roba?- Poi, dopo cinque minuti, vado in trance.
Esperienza mistica, avrò bevuto troppo? No, solo un colpo. Il batà è ipnotico, ha tutta la magia dell'Africa, riti pagani in riva al mare. Sarò io che mi faccio suggestionare. Però la gente partecipa. Qualcuno se ne è andato: gli altri battono il tempo con le mani, rispondono ai cori di Esmeralda, sono coinvolti. Mi sono dimenticato perché sono qua. Ah già. devo suonare la canzone di Gil.
"Ma dove la praticano la Santeria?"
"Nelle case, nelle famiglie. Ora lo fanno anche parecchi bianchi. Questo è l'anno di Eleguà e di Ochun, l'altra dea madre, quella dell'amore, del miele, dell'acqua dolce."
E' il mio turno, salgo sul palco e si è aggiunta della gente, suoniamo "2222" tutti assieme.

Ma io una cosa così non l'avevo mai sentita.

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