Weekend Magazine Domenica 12 agosto 2001

Bocca di Magra, vacanze d'elezione per gli scrittori e gli artisti del Dopoguerra

Il fiume Magra
© shutterstock

Magazine - La val di Magra, estremo lembo della Liguria che si confonde con la Toscana, fu presa di mira già dagli scrittori latini e poi da Dante, Petrarca e Boccaccio, fino a arrivare al Novecento con Sereni, Fortini, Giudici, Tobino e ai giorni nostri con Il coraggio del Pettirosso di Maurizio Maggiani.

La si raggiunge uscendo dall'autostrada a Sarzana: poche le strutture alberghiere, ma incantevole il paesaggio.
Prima tappa consigliata: Ameglia, piccolo paese medievale arroccato sul fiume.
In poco tempo si può raggiungere Montemarcello, uno dei più attraenti borghi della zona, con le case ben tenute, i gatti che scodinzolano all'ombra dei vicoli, le fasce d'uliveto. Dal sentiero che conduce a Punta Corvo si gode il panorama del Golfo dei Poeti fino alle isole Palmaria, Tino e Tinetto. Si intravede anche Tellaro, luogo d'elezione di Mario Soldati, e il suo piccolo promontorio zeppo di case di pescatori affacciate sul mare.

Una curiosità: vicino a è situata Villa degli Olivi, con un parco ricco di vegetazione mediterranea e alcuni busti antichi che forse provengono dalla vicina Luni. È di proprietà di Luigi Bisio e Ida Fabbricotti, amici della numerosa comunità di intellettuali che ha soggiornato a Bocca di Magra. Sfogliando il libro delle firme si trovano i nomi di Italo Calvino, Franco Fortini, Vittorio Sereni, Giancarlo De Carlo e molti altri. Bisio aveva costituito, insieme con i suoi amici, l'associazione Pro Bocca di Magra: promossa da Giulio Einaudi cercò invano di bloccare la speculazione edilizia che oggi ferisce il paesaggio qua e là.

Per scendere da Montemarcello alla foce del fiume si può passare dal Monastero dei Benedettini di Santa Croce del Corvo. È chiuso al pubblico, a meno che non si scelga di dormire nelle stanze a pagamento del castello Fabbricotti, riservate ai turisti. Nel monastero, invece, una targa ricorda che lo sconosciuto frate Ilaro proprio qui incontrò Dante.
Bocca di Magra è stata letteralmente presa d'assalto dall'intellighenzia italiana. Cominciò a venire Montale che poi preferì andarsene a Forte dei Marmi, lontano da quella Liguria che non gli aveva dato i riconoscimenti che si aspettava.
Anche Gadda venne a godersi il sole a Bocca di Magra. Nel Dopoguerra, poi, iniziarono a frequentare il paese Elio Vittorini e Giulio Einaudi. E Marguerite Duras che qui ha ambientato il primo capitolo de Il marinaio di Gibilterra.
A Bocca di Magra Cesare Pavese si innamorò di Pierina: proprio a lei indirizzò alcune lettere che scrisse prima di morire. Se lo era portato con sé Einaudi, per fargli trascorrere un paio di settimane di vacanza e non lasciarlo solo a Torino. Vittorio Sereni e Franco Fortini, invece, abitavano a pochi passi dal fiume.
L'americana Mary McMarthy organizzava per gli amici picnic al tramonto sugli scogli. Non è un caso che abbiano scelto di trascorrere qui le loro vacanze: la bellezza del paesaggio e la discrezione degli abitanti sono proverbiali.

Si può fare il bagno in mare, arrampicarsi per i sentieri immersi nel verde o visitare i resti della villa romana di epoca imperiale, ricordando che a Bocca di Magra si è solo all'inizio del viaggio attraverso una delle valli più belle e meno conosciute della Liguria.
A Bocca di Magra si può mangiare al Ristorante Ciccio in via Fabbricotti 17, situato proprio vicino a dove il Magra si getta nel mare: lì, raccolti dal proprietario e esposti in bella vista, potete anche sfogliare i libri degli scrittori di cui abbiamo parlato.
Oppure a Fiumaretta, sulla riva opposta del fiume, alla trattoria Il pilota, descritta in un romanzo dalla Duras e dove alloggiò Pavese. E dove Giulio Einaudi si fermava, fino a poco tempo fa, per gustare le ricette locali. Da qui si può anche prendere il battello che conduce a Punta Corvo e a Punta Bianca.

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