Magazine Giovedì 15 dicembre 2005

Il piacere di essere Gonzo

Nella foto: il simbolo di Gonzo Magazine
News dal mondo.
Iran accetta proposta ONU sul nucleare: "Lo useremo soltanto per creare orribili mostri mutanti".
Zapatero: "Presto i matrimoni tra coppie sposate". Proteste della Chiesa: "Così ci confonde le idee".

Come avrete capito non si tratta di un estratto dai maggiori TG nazionali, ma di satira. Stiamo parlando del Gonzo magazine, nuovissimo foglio comico cittadino, distribuito con una certa capillarità tra bar, esercizi commerciali e disco-pub di Genova. Dietro l’iniziativa due trentenni intraprendenti, Cristiano Demicheli e Federico Zambosco, da due anni titolari di una piccola casa editrice, la .
«Genova è una città piuttosto vecchia e grigia, tutta ripiegata su stessa - spiega Cristiano - ed ha una necessità quasi fisiologica di ridere». Da qui l’idea di un piccolo giornale umoristico, fortemente legato alla vita dei vicoli, rivolto ad un pubblico giovane ma non solo. «Abbiamo fatto una prima bozza e siamo andati alla ricerca di sponsor. Fortunatamente li abbiamo trovati con una certa facilità». E così, a novembre di quest’anno, il primo numero è stato dato alle stampe.

Gusto dell’assurdo, punte di cinismo cosmico e saltuarie deviazioni nella satira di costume, a tratti anche bastardella (Le Lecciso non esistono – Si tratterebbe di allucinazione collettiva, titola a pagina 12 il Gonzo di novembre). «Più che polemici però, vorremmo essere surreali. L’ispirazione viene dalla grande comicità demenziale americana, dal Saturday Night Live ai Monty Python, più che dall’attuale cabaret italiano, completamente politicizzato. E se a volte ci concediamo di essere cattivi l’obiettivo è sempre il vuoto culturale pompato senza soluzione di continuità dai media».

Ecco allora la recensione del nuovo ipotetico libro di Costantino Vitagliano, un tomo di 568 pagine a titolo Il meccanicismo e la fisiologia. O l’intervista alla sostituta letterina di Passaparroja (scalcagnata edizione albanese di Passaparola) in cui non mancano le tediosissime domande da rotocalco televisivo pomeridiano: “Il successo ti ha cambiata?”, “Hai un fidanzato?”, “Prossimi impegni?” e “Qual è la data della prima guerra punica?” (far sentire il telespettatore più intelligente dell’intervistato fa sempre molta audience). O ancora la recensione dell’ultimo film polacco del fantomatico Kryszav Wvolcenskwo, presentato a Venezia nella sezione Catalessi.

Il 19 dicembre uscirà il secondo numero della rivista, mentre è già in preparazione il terzo di gennaio. «Il meccanismo sembra funzionare. Nonostante il giornale sia gratuito, attraverso la pubblicità rientriamo delle spese e riusciamo anche a guadagnarci qualcosa».
Gonzo magazine si trova in quasi tutti i bar tra Principe e Brignole, in tutte le facoltà universitarie («Eccetto, ahimè, ingegneria… ma ci stiamo lavorando», dice Cristiano) e in molti negozi. Se vi capita tra le mani non dovreste farvelo scappare: si ride fino alle lacrime...
di Giorgio Viaro

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